I gatti celebri della storia, dalla regina Vittoria a Winston Churchill

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 maggio 2018 11:25 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2018 11:25
I gatti celebri della storia, dalla regina Vittoria a Winston Churchill

I gatti celebri della storia, dalla regina Vittoria a Winston Churchill

I gatti fanno parte della storia dell’uomo sin dall’Antico Egitto, quando vennero “addomesticati” per proteggere i granai dai topi. E se nella storia dell’arte i cani e i cavalli la fanno da padroni, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] nella letteratura i mici sono molto più presenti.

Ci sono gatti che hanno dato il titolo ad opere di fama mondiale, come l’antica favola del Gatto con gli stivali, portata alla celebrità da Charles Perrault e dai Fratelli Grimm. Oppure il Gatto nero, uno dei più conosciuti racconti dello scrittore americano Edgar Allan Poe.  

Ma ci sono anche gatti famosi nella storia per aver accompagnato veri e propri eroi, o eroine. Ne è un esempio White Heather, il gatto della regina Vittoria. Un gattone persiano piuttosto pingue, il più amato dalla sovrana, che adorava i gatti e lo trattava come un membro della famiglia reale, tanto da ricevere gli ospiti insieme alla regina.

Sempre nel Regno Unito ci fa Nelson, il gatto di Winston Churchill, così chiamato dal nome dell’ammiraglio della battaglia navale di Trafalgar contro le truppe napoleoniche. Il premier inglese ebbe molti gatti, ma Nelson fu il più amato. Anche lui, come White Heather con la regina Vittoria, partecipava al Consiglio dei ministri insieme a Churchill, accoccolato su una sedia preparata apposta per lui.

Restando in ambito guerresco, ci fu Oskar, il micio marinaio della corazzata Bismarck, nave da guerra tedesca della seconda guerra mondiale così chiamata in onore del cancelliere ottocentesco Otto von Bismarck. Leggenda vuole che a bordo della corazzata, affondata nel 1941, ci fosse proprio un gatto bianco e nero che portava sfortuna. Sopravvisse alla disfatta della Bismarck, che venne poi caricato sulla nave alleata Cossack, e quando questa venne affondata venne accolto, sempre secondo la leggenda, sul cacciatorpediniere Legion e quindi sull’Ark Royal, fino a che anche questa non finì sotto il mare. Alla fine la sua fama di portasfortuna lo precedette e così il gatto venne lasciato a terra, in una casa di riposo per marinai.

Ma anche i religiosi amavano i gatti. Basti ricordare Pangur Ban, il micio di Martin Lutero, un animale bianco trovato per strada a cui il fondatore del protestantesimo dedicò anche alcune poesie.

Infine, ricordiamo Cattarina, detta Kate, la gatta di Edgar Allan Poe: fu proprio a lei che lo scrittore si ispirò per il Gatto Nero.