Gatti che dormono sul cuscino e aprono le porte: lo fanno perché ci imitano

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 giugno 2018 10:17 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2018 10:17
Gatti che dormono sul cuscino e aprono le porte: lo fanno perché ci imitano

Gatti che dormono sul cuscino e aprono le porte: lo fanno perché ci imitano

Il vostro gatto dorme sul cuscino di fianco a voi? Non lo fa per caso, ma perché vi osserva e vi imitano. Allo stesso modo se vedete anatre o cigni attraversare sulle strisce pedonali non pensate ad una gag con animali ammaestrati o al caso.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Gli animali ci guardano e fanno quello che facciamo noi.

Lo sosteneva tempo fa Giorgio Celli, più propriamente entomologo e non etologo, ma che scrutava i suoi gatti e studiava i loro comportamenti. E adesso lo scrive Antonio Damasio, neurologo, neuroscienziato, psicologo e saggista portoghese, che ha alle spalle diversi importanti studi sulle basi neuronali della cognizione e del comportamento.

Nel suo libro Lo strano ordine delle cose, edito da Adelphi, spiega come gli animali osservino il comportamento umano e lo imitino. Così cani e gatti spesso dormono sul letto, ma non ai piedi del letto, bensì sul cuscino, perché vogliono fare come noi. O alcuni imparano ad usare le maniglie per aprire le porte, come facciamo noi. Ci sono anche mici che sanno aprire il frigorifero, perché lo hanno visto fare a noi e sanno che lì c’è il cibo. E le gattare sanno che i loro amici le attendono all’ora giusta anche quando cambia l’ora legale, spiega il Corriere della Sera:

Tutte queste informazioni sul comportamento animali fanno parte di una cultura «popolare» in senso antropologico, la cultura materiale di chi con gli animali ha a che fare con attenzione e amore, nel tempo, niente di «innato». Ma sono anche diventate parte della cultura degli animali, che cambiano nel tempo, acquistano informazioni e competenze, imparano. E il vituperato web diffonde le immagini, come quella di una cornacchia che mette il cartone della pizza nel cestino dei rifiuti, «sicuramente non sta in Italia», ha commentato qualcuno. Gli animali non sono parti del paesaggio, non sono «elementi naturali», sono soggetti, sguardi sul mondo, persone. Che ci guardano.

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