Gatti, scoperto un virus simile alla epatite B. “Ma nessun rischio per l’uomo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2018 11:59 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2018 11:59
Gatti, scoperto un virus simile alla epatite B. "Ma nessun rischio per l'uomo"

Gatti, scoperto un virus simile alla epatite B. “Ma nessun rischio per l’uomo”

SYDNEY  –  Scoperto un virus finora sconosciuto che colpisce i gatti e causa una malattia simile all’epatite B negli esseri umani. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A rilevarlo per la prima volta sono stati i ricercatori dell’Università di Sydney, che

La scoperta, pubblicata sulla rivista Viruses, è dovuta a ricercatori dell’Università di Sydney, che cercavano il virus che causa il cancro nel tessuto di gatti immunocompromessi e hanno trovato questo nuovo virus. E adesso i loro risultati possono avere un impatto sulla ricerca medica umana: questa scoperta può infatti fornire indizi sull’evoluzione di virus di epatite potenzialmente letali in tutte le specie.

Il virus, chiamato provvisoriamente hepadnavirus dei gatti domestici, è nella stessa famiglia dell’epatite B ed è stato inizialmente identificato in un campione di linfoma. La responsabile della ricerca Julia Beatty, docente di medicina dei felini dell’ateneo, nota che simili virus possono causare epatite e cancro al fegato in altre specie, ma assicura che non vi sono rischi per gli esseri umani o per altri animali di compagnia.

Beatty sostiene che la scoperta potrà aiutare a mantenere in salute i mici, mentre l’industria veterinaria globale potrà usarla per sviluppare nuovi farmaci e vaccini, con benefici per la scienza e per la medicina. “Più saranno le specie che potremo conoscere come portatrici di questi virus, più potremo imparare su come questo tipo di virus interagisce con l’organismo ospitante”, aggiunge la studiosa. “A parte la rilevanza per la salute dei felini, questa scoperta ci aiuta a comprendere come i virus dell’epatite, che possono essere letali, si evolvono nelle diverse specie animali”, sottolinea la professoressa.