Gatti e gattini sul web: da Maometto ai social network, le ragioni di un amore

di Veronica Segantini
Pubblicato il 10 agosto 2018 10:55 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2018 10:55
Gatti e gattini sul web: da Maometto ai social network

Gatti e gattini sul web: da Maometto ai social network

Da Baudelaiare a Hemingway, passando per Maometto e gli antichi Egizi, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] il gatto non ha mai conosciuto crisi ed è stato sempre guardato con rispetto e spesso incanto, persino stima.

L’8 agosto si è celebrata la Giornata internazionale del gatto. L’ennesima, dopo la Festa nazionale del gatto del 17 febbraio e la Giornata del gatto nero del 17 novembre. Una ridondanza di feste che testimonia quello che per gli umani è sempre stato un vero mito, assai più del cosiddetto “miglior amico dell’uomo”, ovvero il fido e remissivo cane.

Complici internet e i social network, poi, i mici spopolano dappertutto, con un’invasione di video e foto talvolta persino stucchevole, che in alcuni casi viene usata come vero e proprio elemento disturbatore per azioni di sensibilizzazione.

Eppure non è certo una novità l’amore e il fascino del piccolo felino domestico. Sin dall’antichità, in Egitto in particolare, i mici venivano omaggiati e trattati con rispetto, tanto che dopo la morte venivano mummificati proprio come gli umani e le loro mummie venivano offerte a Bastet, dea leonessa.

Nell’Islam stesso mentre il cane è considerato un animale impuro, tanto che nessuno nei Paesi più osservanti si sognerebbe mai di tenerne uno in casa come compagno peloso, il micio viene considerato con riguardo in considerazione del fatto che, secondo la leggenda religiosa, lo stesso Maometto preferì tagliare un pezzo della sua tunica pur di non svegliare la gatta Muezza che vi dormiva sopra.

I mici sono stati poi omaggiati nella letteratura e nella poesia, da Ernest Hemingway a Charles Baudelaire, da Edgard Allan Poe a Colette. Un tripudio di tributi che oggi si traduce con la suddetta invasione social di micini. Che però, a questo punto si capisce, non è solo volgare goliardia, ma sintomo di un sentimento millenario.