Gatto e piante tossiche: quali sono e che sintomi provocano

di Veronica Segantini
Pubblicato il 30 gennaio 2018 10:34 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2018 10:34
Un elenco delle piante tossiche per i gatti

Attenzione a certe piante: possono essere tossiche per i gatti

Chi di noi ha un gatto sa, o se non lo sa è bene che lo sappia, che alcune piante possono essere tossiche per lui. Ovviamente non è tossica la presenza in sé e per sé: ma i mici, si sa, chi più chi meno, tendono ad andare a stuzzicare le piante, magari a mangiarne qualche foglia, e questo, nel caso di una pianta tossica, può essere molto pericoloso, se non addirittura letale.

SINTOMI – Se il nostro micio è stato intossicato da una pianta mostrerà i seguenti sintomi: tosse continua, starnuti, difficoltà a respirare o senso di soffocamento, salivazione eccessiva e schiuma alla bocca, ulcere sulla lingua e in bocca. Dopo qualche ora dall’ingestione delle piante nocive, poi, potremo avere questi sintomi, ancor più gravi: convulsioni, spasmi, conati di vomito o diarrea, fino al collasso, all’insufficienza renale o alle emorragie.

Ovviamente se temiamo che il nostro gatto possa aver mangiato piante tossiche la prima cosa da fare è chiamare il veterinario. Nell’attesa che questo arrivi e gli somministri la giusta terapia dobbiamo tenere il nostro micio al caldo.

Agrifoglio e bosso: queste belle piante invernali possono provocare problemi gastrointestinali.

Amarillis: l’ingestione di foglie o fiori può provocare nel micio problemi gastroenterici e di cuore. I sintomi sono vomito, tremori e difficoltà a respirare.

Azalea e rododendro: queste piante diffuse sia sui terrazzi che nei giardini, soprattutto al nord Italia o vicino ai laghi, possono portare il gatto persino al coma e alla morte. Basta che il micio ne mangi poche foglie per avere un effetto letale.

Calancola: altra pianta comune, da appartamento. Se ingerita può provocare diarrea, vomito e aritmia cardiaca.  

Ciclamino: si tratta di un’altra pianta molto comune, che può essere nociva. La parte più tossica, però, è la radice, quindi i casi di intossicazione sono più rari, ma possono comunque causare la morte.

Dieffenbachia: questa pianta da appartamento molto diffusa può provocare irritazioni alle mucose della bocca, nausea e vomito. Come l’oleandro, è tossica anche per gli umani, quindi meglio tenere i bambini lontani.

Edera: di questa pianta sono tossiche le foglie e le bacche. A dosi elevate può provocare depressione nervosa e cardiaca. I sintomi sono vomito, tremori e difficoltà a respirare.

Gelsomino: l’ingestione può causare problemi alla coordinazione, disturbi della vista, secchezza delle fauci, debolezza muscolare, convulsioni, insufficienza respiratoria.

Giglio: la tossicità di questi fiori cambia a seconda delle varietà, ma in alcuni casi come i Tigre, gli Asiatic o gli Easter, l’avvelenamento può provocare insufficienza renale, fino alla morte.

Glicine: di questa pianta da esterni sono pericolosi i frutti e i semi. L’ingestione può provocare problemi gastroenterici e, a dosi elevate, depressione nervosa e cardiaca.

Mughetto: questo bel fiore può provocare vomito, diarrea e scompensi cardiaci.

Narciso: anche questo fiore è tossico per gli animali e per gli uomini. L’intossicazione provoca schiuma alla bocca, vomito, diarrea, aritmia e difficoltà respiratorie.

Oleandro: parente dell’azalea, questa pianta è altamente tossica non solo per gli animali ma anche per gli esseri umani (bisogna, per esempio, stare attenti a non entrare a contatto delle foglie o dei fiori con gli occhi). Nei mici può provocare vomito e rallentare il battito cardiaco.

Spatifillo: questa pianta da appartamento molto comune contiene delle sostanze che possono causare irritazione alla bocca, salivazione eccessiva, vomito, difficoltà di deglutizione, irritazione alle mucose della bocca.

Tulipani e giacinti: anche questi fiori da bulbo sono tossici per gli animali. Ad essere pericoloso è proprio il bulbo, quindi attenzione se avete queste piante e il vostro gatto o cane scava in giardino o nel vaso.