Gatto, come prenderlo in braccio? Qualche consiglio utile

di Veronica Segantini
Pubblicato il 18 gennaio 2018 16:55 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2018 16:55
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Gatto, come prenderlo in braccio? Qualche consiglio utile

I gatti sono animali più affettuosi e socievoli di quanto si pensi. Soprattutto con i propri “compagni umani” possono essere anche invadenti nella ricerca di coccole. Ma devono essere loro a decidere. Quindi se voi volete avvicinarvi, o addirittura prenderli in braccio, è bene ricordare qualche piccolo accorgimento.

Innanzitutto è bene distinguere tra mici che si conoscono e mici sconosciuti o randagi. In quest’ultimo caso una presa in braccio è sconsigliata, quanto meno all’inizio della vostra “conoscenza”. Nel primo caso, invece, ci sono alcuni modi che possono garantire una reazione tranquilla del piccolo felino domestico.

Il primo consiglio è di non prendere mai il gatto per la collottola, anche se si tratta di un cucciolo. La sua mamma lo sa fare, ma noi no, e il rischio è di fargli male alle ossa, che sono fragili.

Il metodo migliore per prendere in braccio un cucciolo, o comunque un gatto di piccole dimensioni, è mettendo una mano sotto lo stomaco del micio e l’altra sotto le sue zampe posteriori, in modo da reggere tutto il corpo e la testa del gatto. Quindi, subito dopo averlo sollevato, avvicinarlo al proprio petto, in modo da fargli sentire calore e protezione.

Se vogliamo prendere in braccio un gatto adulto o grosso ci sono meno accorgimenti: basta mettere una mano sotto le zampe anteriori (quasi come sotto le sue “ascelle”) e l’altra sotto la parte posteriore. Quando lo abbiamo sollevato possiamo lasciare che sia lui a trovare la posizione giusta.

Se il gatto si troverà a proprio agio si calmerà subito e inizierà a fare le fusa, altrimenti, se dovesse muoversi e agitarsi, vorrà dire che non gradisce la posizione e quindi sarà meglio farlo scendere.

Un consiglio: prima di prendere in braccio qualunque gatto è bene avvicinarsi con calma e, soprattutto, non prenderlo mai se è impegnato in altre attività, come giocare, esplorare il territorio o mangiare.