Il gatto Romeo viveva da 10 anni in ospedale. Asl lo caccia, animalisti denunciano

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2017 11:33 | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2017 11:33
Gatto-Romeo-ospedale-Sanremo

Il gatto Romeo viveva da 10 anni in ospedale. Asl lo caccia, animalisti denunciano

SANREMO – Da almeno dieci anni viveva tra le corsie dell’ospedale di Sanremo, gironzolando qua e là tra la portineria e il Pronto Soccorso e lasciandosi accarezzare dai pazienti. Ora il gatto Romeo è stato messo alla porta. Così ha stabilito la direzione generale dell’Asl 1 di Imperia, che ha applicato alla lettera il regolamento che vieta l’ingresso agli animali in ospedale, per ovvie ragioni igieniche. Ma il presidente di Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente), Lorenzo Croce, non ci sta e per questo ha denunciato il direttore sanitario dell’ospedale, Giovanni Bruno, per violazione della legge sugli animali di affezione e per maltrattamento di animali a seguito dell’allontanamento del micio.

Romeo, gatto tigrato e randagio, si era fatto ben volere da tutti, pazienti e personale sanitario, tanto da diventare la mascotte dell’ospedale. Vista la decisione dell’Asl di allontanarlo dalla struttura, il micio era stato adottato da un’infermiera, per evitare che venisse portato in una colonia felina o in un gattile. L’infermiera lo ha accolto in casa sua con la speranza, prima o poi, di poterlo riportare nell’ambiente dove è cresciuto. Appresa la notizia, sulle pagine Facebook dedicate a Sanremo gli internauti hanno iniziato a mobilitarsi per riportare il gatto tra le corsie del Borea. Al micio è stata anche dedicata una pagina sul social network: Romeo e la pet therapy.

Per l’Aidaa, “l’ordine di accalappiare i gatti è in palese violazione della normativa che tutela le colonie feline stanziali e quella dell’ospedale è registrata fin dal 2005”. “Nel caso specifico – rende noto l’associazione -trattandosi di un gatto anziano lo spostamento forzato si configura assolutamente come reato di maltrattamento”.