Lupi in Alta Valsesia, stragi di pecore: il dibattito, tutela all’economia o alla biodiversità?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Agosto 2019 14:26 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2019 19:09
Alta Val Sesia: stragi di pecore, sono tornati i lupi

Un lupo sugli alpeggi della Val Slesia

ROMA – Ancora una strage di pecore in Alta Valsesia: è accaduto all’alpe Laghetto tra Sabbia e Cravagliana, ma nei giorni precedenti episodi analoghi si erano verificati a Rimella e a Fobello. Tra gli allevatori c’è allarme, e adesso c’è anche chi teme le incursioni dei predatori. Dei lupi.

Lo dice senza giri di parole l’assessore all’agricoltura e foreste dell’Unione montana Valsesia Marco Defilippi: “Se non cambiamo le regole, rischiamo di trovarci i lupi alle porte di casa. Senza considerare i danni all’economia. Il rischio reale è quello dello spopolamento ulteriore dell’alta valle. Negli ultimi anni abbiamo avuto diverse segnalazioni di lupi in Valsesia, sia ad alta che a bassa quota”.

Come sempre accade in questi casi il dibattito si è acceso tra chi invoca misure drastiche di difesa dai lupi, e chi invece ricorda la necessità di salvaguardare la biodiversità prevedendo misure di contenimento incruente.

Il ritorno dei lupi in Valsesia e in Valsessera, come in diverse altre vallate delle Alpi, è un fenomeno che dal punto di vista naturalistico ed ecologico è di grande importanza. «Nonostante l’immagine negativa – dicono gli ambientalisti – il lupo è semplicemente un predatore con cui bisogna tornare a rapportarsi, recuperando l’abitudine a normali sistemi di difesa, in particolare le recinzioni a difesa delle greggi». (fonte Agi)