Maltrattamenti sugli animali, un indagato ogni 90 minuti

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2018 14:58 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2018 14:58
Maltrattamenti sugli animali: un indagato ogni 90 minuti

Maltrattamenti sugli animali: un indagato ogni 90 minuti

ROMA – Ogni 55 minuti in Italia viene aperta un’inchiesta per reati contro gli animali, e ogni 90 minuti una persona viene indagata: le denunce per questo tipo di reati sono aumentate del 3,74%. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sono alcuni dei dati contenuti nella 19esima edizione del Rapporto Zoomafia “Crimini e animali” curato dall’Osservatorio Zoomafia della Lav con il patrocinio del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri e della Fondazione Antonino Caponnetto.

Dall’analisi dei crimini consumati si evince che il reato più di frequente contestato resta quello di maltrattamento di animali, pari al 31,19% del totale dei procedimenti. Seguono “uccisione di animali (30,9%), “reati venatori” (17,1%), “abbandono e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura” (14,6%), “uccisione di animali altrui” (4,8%), “traffico di cuccioli” (0,6%), “organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate” (0,3%). “spettacoli e manifestazioni vietati” (0,2%).

La procura di Brescia nel 2017 si è confermata quella con più procedimenti iscritti per reati contro gli animali (527, il 52 riguardanti reati venatori). Seguono Vicenza (256 procedimenti), Udine (213), Verona (212), Napoli (194), Roma (180), Milano (152), Bergamo (142), Torino (139) e Palermo (137). La procura con meno procedimenti per reati contro gli animali è quella di Savona con 3, davanti a Nocera Inferiore (6), Vasto (8), Lagonegro (10), Locri (13), Pisa (15), Lanciano (17), Pistoia (17) e Gela (20).

IL TRAFFICO DI CANI – Il business legato alla gestione di canili “illegali”, così come il business sui randagi, denuncia Zoomafia 2018, “mantiene intatto il suo potenziale criminale che garantisce agli sfruttatori introiti sicuri e cospicui, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili. Il business randagismo è una vera manna per trafficoni, imbroglioni e affini che mirano alle convenzioni con gli enti locali”.

Anche la situazione del randagismo in alcune aree della penisola continua ad essere una vera emergenza, con conseguente allarme sociale e preoccupazioni vere o presunte per la sicurezza pubblica. Cani tenuti in pessime condizioni igieniche, ammalati e non curati, tenuti in strutture fatiscenti, sporche e precarie, animali ammassati in spazi angusti, denutriti: questi alcuni dei casi accertati.

Anche la tratta dei cuccioli dai Paesi dell’Est si conferma uno dei business più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive vere e proprie organizzazioni transazionali: tra i denunciati, oltre naturalmente ad italiani, russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, romeni.