Massimiliano Mondino: 4 mesi al disoccupato che ammazzò a martellate il proprio cane per “sfogare lo stress”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 luglio 2017 12:03 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2017 12:03
Massimiliano Mondino: 4 mesi al disoccupato che ammazzò a martellate il proprio cane per "sfogare lo stress"

Massimiliano Mondino: 4 mesi al disoccupato che ammazzò a martellate il proprio cane per “sfogare lo stress”

ROMA – Massimiliano Mondino: 4 mesi al disoccupato che ammazzò a martellate il proprio cane per “sfogare lo stress”. Un operaio di Mazzé, nel Torinese, è stato condannato questa mattina in tribunale a Ivrea per aver ucciso il proprio cane. Massimiliano Mondino, questo il suo nome, che aveva perso il lavoro, si era accanito sull’animale tagliandogli la gola e prendendolo a martellate per “sfogare lo stress”. L’episodio risale al maggio del 2014. Un vicino, richiamato dai lamenti del cane, un meticcio di grossa taglia, aveva chiamato i carabinieri. La settimana dopo il caso, diverse associazioni animaliste manifestarono a Mazzè contro il proprietario del cane. Il giudice ha condannato l’uomo a quattro mesi di reclusione.

In effetti la pena non sembra proporzionata alla gravità e all’efferatezza dell’animalicidio. L’uccisione di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall’art. 544-bis del codice penale, ai sensi del quale “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”. (Roberto Bordi, Il Giornale).

Si desume quindi che il giudice ha applicato la pena minima, riconoscendo l’attenuante delle particolari condizioni psicologiche che dovrebbero spiegare rabbia e frustrazione alla base del terribile gesto di Mondino.

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