Micia è nata nel 1987: è lei la gatta più vecchia d’Italia FOTO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 9 Dicembre 2019 16:55 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2019 10:16
micia gatta anziana

Micia è la gatta più anziana d’Italia (foto Facebook)

ROMA – Micia è nata nel lontanissimo 1987. La gatta, con i suoi 32 anni è ora la più vecchia d’Italia. L’animale è una “trovatella” adottata èer via del fatto che si affacciava nel pagliaio dei Bernardini, una famiglia di agricoltori di Venturina Terme in provincia di Livorno, scrive TgCom.

Da quel giorno, questa gattina color miele non se n’è mai più andata ed è rimasta tutta la vita a vivere in libertà nel terreno agricolo dei Bernardini: di giorno, in libertà, scorrazzandonei campi. Di notte a dormire in casa in famiglia.

A questa gatta ed anche ai suoi padrone, l’Enpa (l’Ente nazionale protezione animali) ha deciso di dedicare una targa. Micia non è il primo gatto ad aver superato i 30 anni: secondo il Guiness World Record, il gatto che ha vissuto di più in assoluto è stato Creme Puff negli Stati Uniti morto a 38 anni. Ma per Micia è sicuramente record in Italia, e non è detto che non superi quello mondiale.

Nel settembre del 2017, Blitz Quotidiano raccontò la storia di Nutmeg, un gatto morto a 32 anni. Il gatto allora più vecchio del mondo aveva un’età corrispondente per i gatti a circa 144 anni, ed è morto per problemi al cuore dovute a complicazioni respiratorie provocate probabilmente dall’età.

Nutmeg era un soriano che viveva dal 1990 con Liz e Ian Finlay, una coppia di Blaydon, piccolo paese dell’Inghilterra della contea di Newcastle. Quell’anno, il micio si presentò nel loro giardino dietro casa della coppia come un randagio e venne adottato. Nutmeg, che in inglese vuol dire noce moscata, è morto sordo da un orecchio e con soli tre denti, alla fine. Amava mangiare pollo.

E pensare che Nutmeg, quando venne trovato aveva già cinque anni e una brutta malattia: “Era molto magro e aveva un nodulo sul collo” racconta Ian. La coppia lo portò alla locale Cats Protection locale che curò l’ascesso sul collo.

Fonte: TgCom

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