Uomini contro orsi in Trentino, scontro istituzionale. Il ministro ricorre al Tar per salvare la vita a Gaja

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Luglio 2020 13:34 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2020 18:34
Orsi in Trentino, scontro istituzionale

Orsi, il ministro dell’Ambiente ricorre al Tar contro l’ordinanza della Provincia di Trento (Ansa)

Uomini contro orsi in Provincia di Trento, dove lo scontro tra cacciatori e allevatori opposti agli animalisti assume addirittura i contorni di un conflitto istituzionale.

E cioè lo Stato centrale, con il Ministero dell’Ambiente, che ricorre al Tar contro le ordinanze e i provvedimenti dell’ente locale contro gli orsi del Trentino.

Due orsi in Trentino, Gaja e Papillon

In gioco la salute di M49 meglio noto come Papillon e la stessa sopravvivenza JJ4, meglio nota come Gaja, i due plantigradi all’origine della contesa trentina.

Il primo lo hanno appena castrato e gli animalisti denunciano una crudele somministrazione di psicofarmaci, circostanza che la Provincia nega.

La seconda, dopo l’aggressione per fortuna incruenta a due cacciatori, è stata raggiunta da un’ordinanza che prevede il suo abbattimento.

Il ministro dell’Ambiente Costa ha impugnato l’ordinanza ed è ricorso al Tar per salvargli la vita.

Ministero contro Provincia di Trento: no all’abbattimento di Gaja

“Abbiamo formalizzato ieri sera la richiesta all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di proporre con urgenza ricorso dinnanzi al Tar.

Per ottenere l’annullamento dell’ordinanza di abbattimento dell’orsa Gaia. Il nostro scopo è quello di garantire la migliore convivenza possibile fra uomo e natura”.

Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che parla di “ordinanza spropositata”.

L’iniziativa del ministero dell’Ambiente dopo aver preso atto che il presidente della Provincia autonoma di Trento non ha accolto l’invito del ministro Costa a ritirare quella parte dell’ordinanza che chiedeva l’abbattimento dell’orsa.

M49 (Papillon). La Provincia nega somministrazione psicofarmaci

La Provincia di Trento è disposta a consentire il trasferimento di M49 – l’orso rinchiuso a Trento nell’area del Casteller e da poco castrato chimicamente -.

“In strutture che eventualmente risultassero migliori per ospitarlo, ma solo se le proposte risultassero ben documentate e tecnicamente valide”.

Anche se “ad oggi e come in passato, ai proclami non è seguita nessuna proposta concreta fattibile”.

Così l’assessora provinciale Giulia Zanotelli in risposta a una interrogazione di Paolo Ghezzi, capogruppo di “Futura” in Consiglio provinciale, che chiedeva la verità sullo stato di salute dell’orso.

Zanotelli informa che “come previsto l’esemplare M49 sta terminando la sua fase di adattamento ed inserimento progressivo nell’area faunistica del Casteller”.

Aggiunge inoltre che “nel corso di questo mese (luglio) tale fase si concluderà con l’inserimento dell’animale nell’area forestata a disposizione dei plantigradi”.

L’assessora segnala poi che “all’orso vengono somministrati da parte del veterinario specializzato che lo segue integratori che contengono sostanze naturali (aminoacidi e vitamine) che hanno effetti benefici e calmanti senza alterarne comportamento e fisiologia”. (fonte Ansa)