Processionaria, il nemico di cani e gatti: come difendersi

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 15:22 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 15:22
Come difendersi dalla processionaria, il nemico di cani e gatti

Processionaria, il nemico di cani e gatti: come difendersi

Come ogni primavera, in questi mesi dell’anno si ripropone il problema della processionaria. Per l’uomo e per i suoi amici animali, soprattutto per i cani, ma anche per i gatti.

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Quando si porta a spasso il proprio compagno peloso, infatti, questi potrebbe imbattersi in questi bruchi pelosi tanto buffi quando pericolosi. La processionaria, in realtà, è la forma larvale di una farfalla notturna. Quando prende questa forma è del tutto innocua, ma quando si trova sotto forma di bruco può essere molto pericolosa.

Le processionarie più comuni sono quelle dei pini, chiamate così perché camminano una dietro l’altra, come in processione. Ed è proprio vicino ai pini che se ne trovano di più.

A renderle pericolose sono i peli urticanti di cui sono ricoperte e che, quando vengono a contatto con qualcosa, si staccano dalla superficie della larva e scatenano una reazione urticante in coloro che colpiscono.

Questa reazione può scatenarsi negli umani e negli animali. I sintomi vanno dall’eruzione cutanea con forte prurito alla congiuntivite, dal mal di gola al broncospasmo, dal vomito all’ipersalivazione.

Se gli uomini vengono colpiti con una certa difficoltà,  è più facile che a cadere vittime della processionaria siano gli animali come i cavalli e i cani, che brucano l’erba o annusano il terreno, e possono così ingerire senza accorgersene i peli urticanti della larva.

Per questo motivo è bene che se in primavera osserviamo una improvvisa ipersalivazione, inappetenza, diarrea o ingrossamento della lingua nel nostro cane avvertiamo subito il veterinario.

La prima cosa da fare se ci si accorge che il proprio cane potrebbe essere stato “colpito” dalla processionaria è lavargli bene il muso e la bocca con molta acqua per cercare di rimuovere le setole del bruco. Tutto questo, ovviamente, indossando dei guanti, dal momento che il contatto è nocivo anche per l’uomo. Quindi bisogna subito far vedere il cane ad un veterinario. La tempestività è fondamentale.