Ricadi (Vibo Valentia), strage di cani uccisi con le polpette avvelenate

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 giugno 2018 12:11 | Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2018 12:11
Ricadi (Vibo Valentia), strage di cani uccisi con le polpette avvelenate

Ricadi (Vibo Valentia), strage di cani uccisi con le polpette avvelenate (Foto archivio Ansa)

REGGIO CALABRIA – Strage di cani in Calabria: almeno venti animali sono stati uccisi negli ultimi sei mesi con le polpette avvelenate a Ricadi-Capo Vaticano, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] paese a vocazione turistica a due passi da Tropea.

Sono stati avvelenati a morte anche con la stricnina, sostanza altamente velenosa e fuori commercio.Le polpette sono state lasciate nelle piazze o lungo le vie, frequentate, oltre che dai cani, anche dai bimbi accompagnati dalle madri per giocare nei giardinetti, sottolinea Il Corriere della Sera, che ipotizza i rischi per loro, se giocassero e si mettessero in bocca quei bocconcini letali.

Qualche privato ha fatto anche analizzare i bocconi-esca ad un istituto di analisi di Napoli. Il sindaco, Giulia Russo, sostiene che al Comune non è arrivata ufficialmente nessuna denuncia, mentre l’azienda sanitaria provinciale ha fatto sapere di aver ricevuto denunce e ha assicurato i proprietari dei cani che avrebbe informato carabinieri e Comune.

“La strage che continua a perpetrarsi nella zona di Ricadi non può purtroppo considerarsi un episodio isolato, sono infatti moltissime le segnalazioni che riceviamo ogni giorno riguardo cani avvelenati trovati già morti o agonizzanti, dice Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia onlus.  Metodo tanto crudele tanto inutile ai fini della riduzione del numero dei cani vaganti, in quanto quelli uccisi verranno rimpiazzati da altri che si sposteranno da altre zone. Si tratta di un metodo barbaro e disumano che in molti zone del Sud Italia è completamente ignorato dagli enti preposti. Da ricordare che chi per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro a due anni”.