Rinoceronte bianco, a Cremona la fecondazione in vitro per salvarlo dall’estinzione

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2018 13:55 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2018 13:55
Rinoceronte bianco, a Cremona la fecondazione in vitro per salvare la specie

Rinoceronte bianco, a Cremona la fecondazione in vitro per salvare la specie

CREMONA – E’ morto di vecchiaia in una riserva del Kenya Sudan, l’ultimo maschio di rinoceronte bianco: insieme a due femmine era l’unico sopravvissuto ai bracconieri. Ma ora un’azienda italiana, la Avantea di Cremona, lo salverà dall’estinzione. Come? Grazie alla fecondazione in vitro e alla maternità surrogata.

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Sudan viveva nella riserva kenyana di Ol Pejeta, guardato a vista 24 ore su 24 da ranger armati. Era arrivato lì nel 2009 da uno zoo in Repubblica Ceca, a Dvur Kralové, insieme a un altro maschio, Suni, e a due femmine, sua sorella Najin e la figlia di questa, Fatu. Erano gli ultimi 4 sopravvissuti della loro specie. Negli anni Settanta e Ottanta, i rinoceronti bianchi settentrionali erano stati sterminati in Africa Centrale dai bracconieri, a causa del boom dei loro corni per la medicina tradizionale cinese e per i manici dei pugnali in Yemen.

I 4 esemplari erano stati portati in Kenya con la speranza che, tornando nel loro ambiente, si riproducessero e salvassero la specie. Ma non è andata così: Suni è morto nel 2014, le due femmine erano risultate sterili. Ieri, 20 marzo, anche Sudan se ne è andato, soppresso dai veterinari per porre fine alle sofferenze della vecchiaia.

Ora il kenya Wildlife Service e lo zoo di di Dvur Kralové vogliono provare a sconfiggere l’infausto destino della specie, e già da anni hanno chiesto aiuto all’istituto naturalistico IZW di Berlino. Questo si è rivolto alla Avantea di Cremona, l’azienda che per prima al mondo ha clonato un toro, Galileo, e una cavalla, Prometea. Per finanziare l’operazione è stata lanciata anche una raccolta fondi pubblica.

I ricercatori cremonesi hanno a disposizione lo sperma congelato di tre esemplari morti, e da anni stanno studiando le possibili soluzioni. L’operazione non è mai stata effettuata sui rinoceronti, ed è tutta un’incognita. Una ipotesi è il prelievo di ovuli dalle due femmine sopravvissute, la fecondazione in vitro e poi il reimpianto in “madri surrogate” di rinoceronte bianco meridionale: una specie simile che vive in Sudafrica e conta 20 mila esemplari, alcuni dei quali anche in zoo europei. Altra possibilità, più semplice tecnicamente, è di fecondare in vitro le femmine meridionali con lo sperma congelato degli esemplari settentrionali, creando degli ibridi che salverebbero almeno parzialmente la specie.

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