Strage di cani a Sciacca: 30 randagi trovati avvelenati in strada

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2018 11:12 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2018 11:14
Strage di cani a Sciacca: 30 randagi trovati avvelenati in strada

Strage di cani a Sciacca: 30 randagi trovati avvelenati in strada

AGRIGENTO – E’ strage di cani a Sciacca (Agrigento): almeno una trentina di randagi sono stati trovati morti sul ciglio della strada, probabilmente uccisi da polpette avvelenate. Lo strano fenomeno va avanti da qualche giorno, un po’ in sordina, ma ora ha raggiunto livelli preoccupanti.

I primi 15 cani senza vita sono stati rinvenuti mercoledì nei pressi della spiaggia, in contrada Muciare. Venerdì altre carcasse, sempre nella stessa zona. La vicenda ha immediatamente allarmato gli animalisti e pure la politica. Tanto che la sindaca, Francesca Valenti, ha firmato un’ordinanza per mettere in guardia la popolazione del pericolo. Ma nel mirino è finita lei stessa: l’associazione Aidaa l’ha infatti denunciata per violazione della legge 281/91 in quanto “primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale”. Stando alla legge regionale, vecchia di 18 anni, tutti i cani randagi sono “del sindaco” e nessuno può raccoglierli, adottarli o sfamarli perché spetta alle amministrazioni l’accalappiamento, il ricovero e la microchippatura in strutture autorizzate.

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, vuole istituire addirittura una commissione parlamentare che studi il fenomeno del randagismo, mentre per Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista e della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Leidaa): “Se davvero si vogliono impostare misure immediate e risolutive contro il randagismo dilagante in Sicilia, è indispensabile richiamare alle proprie responsabilità i soggetti cui le leggi vigenti affidano compiti evidentemente disattesi: i prefetti, i sindaci, le aziende sanitarie (Asp)”.

“L’uso del veleno – afferma l’ex ministro – per risolvere, con un macabro e inaccettabile fai-da-te l’emergenza randagismo, è purtroppo cosa di tutti i giorni, in Sicilia e in altre regioni del Paese. Ma le dimensioni del massacro dicono che in alcuni territori si è ormai passato ogni limite, sia per quanto riguarda le sofferenze inflitte ad animali, sia per il pericolo di sicurezza e sanitario per le persone, sia per l’immagine di un territorio dove quest’anno tornerà anche il Giro d’Italia, passando proprio per Sciacca”.

Intanto i corpi dei poveri animali, rimasti per un paio di giorni sul ciglio della strada, sono stati affidati all’Istituto zooprofilattico regionale che dovrà accertare il tipo di veleno usato, mentre la polizia è a caccia dell’avvelenatore. Il sospetto è che si tratti di un intollerante abitante della zona.