Trento, gatto ucciso dal vicino: lo ha annegato perché ha fatto i bisogni a casa sua

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2021 13:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2021 13:38
Trento, gatto ucciso dal vicino: lo ha annegato perché ha fatto i bisogni casa sua

GC376, farmaco per gatti funziona contro il coronavirus? In laboratorio sì (Foto archivio Ansa)

Gatto ucciso dal vicino di casa a Trento. L’animale aveva avuto la ‘colpa’ di aver fatto dei bisogni nel giardino dell’uomo

Un pensionato di Vermiglio, valle di Sole, è stato denunciato per uccisione di animali dai carabinieri della locale Stazione, intervenuti dopo che un cittadino aveva segnalato che il suo gatto era sparito.

Gatto ucciso dal vicino di casa a Trento. Il pensionato ha ammesso le sue colpe

I militari hanno subito concentrato la loro attenzione sul pensionato che, interpellato in merito, ha ammesso la propria responsabilità riferendo di aver catturato l’animale con una cassetta-trappola costruita artigianalmente e di averlo poi soppresso annegandolo.

A quanto pare l’anziano era infastidito dalle deiezioni prodotte dai numerosi felini che – a suo dire – “infestavano” il maso di sua proprietà.
 
Il reato contestato è punibile con la reclusione da quattro mesi a due anni.

Gatto ucciso dal vicino, il precedente di Brescia

Hanno scuoiato vivo il mio gatto, dice la signora Giovanna ai microfoni dell’inviata Liza Boschin de Le Iene, il programma in  onda su Italia 1.

La donna originaria della provincia di Brescia racconta agli inviati del programma di aver trovato il suo gatto ancora vivo e completamente scuoiato, ma di non averlo potuto salvare dopo le orribili torture subire, presumibilmente, da un vicino di casa.

Questo uno dei racconti nell’ambito della petizione lanciata da Le Iene contro le torture sugli animali.

“Era ancora vivo e mi chiedeva aiuto”, ha raccontato Giovanna sottolineando di essere stata minacciata in passato da un vicino di casa.

Il gatto è stato soccorso e portato dal veterinario, che ha dovuto sopprimerlo data la gravità delle ferite e le torture subite.

La donna ha raccontato:

“Il veterinario ha detto che non c’era nulla da fare e l’abbiamo soppresso. La cagnolina è quella che soffre di più, non ha mangiato per giorni.

Ero stata minacciata da un vicino perché il gatto saliva sulla macchina. Si tratta di un cacciatore, uno che sa scuoiare un animale” (fonti ANSA e Le Iene).