Kedi. La città dei gatti: al cinema il film su Istanbul vista attraverso i suoi mici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 maggio 2018 12:09 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018 12:09
Kedi. La città dei gatti: al cinema il film su Istanbul vista attraverso i suoi mici

Kedi. La città dei gatti: al cinema il film su Istanbul vista attraverso i suoi mici

ROMA – Per tutti gli amanti dei gatti questo week end il cinema regala una piacevole sorpresa: Kedi. La città dei gatti.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Si tratta di un documentario turco che racconta la bellissima Istanbul attraverso i suoi mici.

Sono centinaia di migliaia i gatti turchi che vagano liberamente per la vecchia Costantinopoli. Da tempo immemorabile gironzolano, diventando una componente essenziale delle tante comunità che rendono unica la città.

Vivono tra due mondi, quello selvaggio e quello domestico, portano gioia e voglia di vivere alle persone che scelgono di adottarli. A Istanbul i gatti incarnano il caos e la cultura della metropoli dalle diverse anime che Ceyda Torun racconta attraverso lo sguardo dei felini.

C’è Sari, la soriana rossa e bianca che vive vicino alla Torre di Galata; e poi Bengu, la gattina grigia che controlla il quartiere industriale; Aslan Parasi, guardiano di un ristorante di pesce sulle rive del Bosforo; Psikopat, che si è guadagnata il rispetto dei venditori del quartiere di Samatya; Deniz, il giocherellone del gruppo; Gamsiz, l’abile scalatore e lottatore; e infine Duman, che vive nei quartieri alti di Istanbul.

Sono i sette gatti, o meglio i sette protagonisti, scelti dalla regista turca, Ceyda Torun, quali interpreti del suo film documentario dedicato alla città di Istanbul e alle sue diverse anime. La pellicola è una ”lettera d’amore a quei gatti e alla città”, come spiega Torun. ”Sono cresciuta a Istanbul fino all’età di undici anni – racconta la regista che oggi vive a New York – e credo che la mia infanzia sarebbe stata infinitamente più solitaria se non fosse stato per i gatti e io non sarei la persona che sono oggi. Sono stati i miei amici e confidenti e dopo il trasferimento, ogni volta che mi capitava di tornare a Istanbul, trovavo la città sempre meno riconoscibile ad eccezione di una cosa: i gatti, unico elemento costante e immutato che incarnava l’anima stessa della metropoli”.

Con l’aiuto dei negozianti e dei cittadini, la regista ha ricostruito le loro storie, mentre per girare il documentario ha progettato ”macchine fotografiche per gatti”, seguendo i suoi protagonisti a quattro zampe per i vicoli bui e gli scantinati abbandonati; usato droni per filmarli sopra i tetti e li ha seguiti per catturare immagini cinematografiche. Dopo due mesi di riprese, racconta, sono emersi i racconti e i temi: dall’amore alla perdita; dalla gioia alla solitudine, fino all’appartenenza.
Il film è stato campione d’incassi negli Stati Uniti, in Francia, Olanda, Germania e in Turchia.

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