Giovinazzo, festa del panino della nonna. Solo 2€ per vincere morsi della crisi

Pubblicato il 22 agosto 2012 21:30 | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2012 0:26

Sagra del panino della nonna a GiovinazzoLONDRA -A Giovinazzo si celebra la festa del panino della nonna. Incontro annuale alla riscoperta di antichi sapori. Una sagra anticrisi, una festa di paese come tante ce ne sono, specie nel periodo estivo, ma la vera notizia è che il caso è approdato alla Bbc. Udite, udite, alla Bbc parlano di Giovinazzo e non per il delitto di Perugia. Giovinazzo, comune di 20 mila anime, in provincia di Bari è balzato agli onori delle cronache soprattutto perché paese di origine di Raffaele Sollecito, assolto in appello per l’omicidio di Meredith Kercher.

Oggi la Bbc, in un lungo reportage, torna a parlare del comune pugliese, popolato da gente operosa: il ritorno degli italiani alle ricette tradizionali e alla cucina casalinga, nel duplice tentativo di riscoprire le proprie origini e risparmiare in tempo di crisi.

Un esercito di 200 volontari in camicia rossa riversa enormi bracciate di panini e baguette sui tavoli a cavalletto: 11.000 panini per essere precisi. Ceste e vassoi di panini ripieni sono allineati su ogni tavolo con precisione militare, e i volontari si sono organizzati in squadre di sandwich maker: c’è chi passa, chi taglia, chi riempie, chi serve.

La festa del panino della nonna di Giovinazzo nasce 17 anni fa da un’idea venuta a un gruppo di adolescenti preoccupati che i pranzi semplici, nonna style, finissero eclissati da fast food e snack da supermercato.

“Stiamo vivendo un momento difficile, molte persone non possono allungarsi per un pasto al ristorante in questo momento, ma possono permettersi di venire qui, bastano un paio di euro per un panino e si sentono uguali agli altri”, dice uno degli organizzatori Gianfranco Stufano, che oggi ha 30 anni.

Una storia di avanzi preziosi. E’ toccante, scrive la Bbc, scoprire come molte delle ricette tradizionali per questi panini siano staei perfezionate nel corso di decenni di povertà che hanno caratterizzato gran parte della storia del sud Italia. Gianfranco ricorda ancora i suoi nonni che meticolosamente essiccavano pomodori, carciofi e peperoni al sole e poi li conservavano sott’olio perché durassero tutto l’inverno come ingredienti per i panini.

Il panino più popolare della sagra è quello alla parmigiana. La Bbc la descrive così: “Strati di melanzane e mozzarella, in salsa di pomodoro profumata al basilico, per molti è un pasto principale, ma il messaggio è che un piccolo pezzo messo da parte può riempire un panino il giorno successivo e risparmiare la spesa per un nuovo pranzo”. Così le famiglie stanno affrontando i morsi della recessione.

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