Nasce Halal, il marchio sul made in Italy che segue i precetti del Corano

Pubblicato il 30 giugno 2010 17:59 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 15:45

Halal, un made in Italy islamicamente corretto per esportare nei Paesi musulmani tutte le nostre eccellenze alimentari, tortelloni e lasagne compresi, ma anche i farmaci più avanzati e le migliori specialità cosmetiche. E per rispettare, anche in Italia, le regole coraniche. E’ il senso del marchio ‘halal’, sponsorizzato dai ministeri degli Esteri, dello Sviluppo economico, della Salute e delle Politiche agricole che, mercoledì alla Farnesina, hanno firmato una convenzione interministeriale a sostegno dell’iniziativa della Coreis.

La Comunità religiosa islamica ha chiesto all’Ufficio brevetti la registrazione di un marchio di qualita’ ‘halal’ (consentito, secondo i precetti del Corano), valido per tutto il territorio nazionale, che certifichi la conformità alle leggi coraniche di prodotti alimentari, cosmetici e farmaceutici prodotti in Italia. ”Ad esempio – ha osservato il ministro della salute Ferruccio Fazio – durante la macellazione della carne dovrà esserci una persona di religione musulmana che reciti le preghiere prescritte, non si potranno usare solventi che contengono alcol, tutta la filiera dovrà essere halal e non ci potranno essere contaminazioni”.

L’obiettivo è duplice: l’espansione nei mercati dei Paesi musulmani – i prodotti halal movimentano nel mondo un fatturato da 500 miliardi di euro, 54 miliardi in Europa, 5 miliardi in Italia con 120.000 imprese gestite da musulmani – ma anche, ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini, ”l’integrazione progressiva nel tessuto sociale delle comunità musulmane residenti in Italia”. Con l’iniziativa varata mercoledì, e alla quale le aziende aderiranno su base volontaria, ha aggiunto il titolare della Farnesina, si garantisce la ”serietà della certificazione” verificata dal Comitato etico, sempre nel rispetto della normativa italiana ed europea, e si danno ”rassicurazioni ai consumatori e alle autorità di quei Paesi dove questi prodotti saranno promossi”.

Si tratta anche, ha sottolineato il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, di ”un atto di omaggio a tutte le donne e gli uomini di fede musulmana che lavorano nel nostro Paese, cui dobbiamo moltissimo”. Ricordando ‘l”amicizia storica e solida tra Italia e Paesi del mondo arabo”, Frattini ha sottolineato l’importanza di ”un segno di attenzione e di rispetto per i valori dei quali i Paesi musulmani sono portatori”.

E ai giornalisti che obiettano se questo costituirà un problema per i rapporti con Israele, il ministro degli Esteri risponde di ”non crederlo” perché ”abbiamo rispettato e rispettiamo le regole ebraiche nello stesso settore”. Noi, ha concluso ”vogliamo lanciare dei ponti, non mettere dei muri”.

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