“Avete contato bene le dita?” Gino Nebiolo, nonno alle prime armi

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Marzo 2015 9:34 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2015 11:38
Avete contato bene le dita? Gino Nebiolo, nonno alle prime armi

Avete contato bene le dita? Gino Nebiolo, nonno alle prime armi

ROMA – I nonni, argento nei capelli e oro nel cuore, sono l’amore più puro che a un bambino sia dato conoscere. Più dei genitori, i nonni ci osservano crescere, pur sapendo che con ogni probabilità ci lasceranno prima degli altri. Forse è per questo che ci amano più di tutti e che per loro la lieta novella di un nuovo arrivo in famiglia è intensa e irripetibile tanto, se non più, di quanto lo sia per i futuri genitori. La nascita di un nipote apre un capitolo del tutto nuovo della vita, proiettando l’essere umano in una fase di progettualità sconosciuta e perché no, onirica.

E’ questa l’incredibile esperienza che Gino Nebiolo prova a narrare nel suo Avete contato bene le dita?Sottotitolo: “Confessioni semiserie di un nonno alle prime armi”. Che poi alle prime armi non era, dal momento che prima del suo primo nipotino aveva già tirato su insieme a sua moglie Cecilia suo figlio, il padre del nuovo venuto.

Gino Nebiolo, per chi non lo conoscesse, è stato prima ancora che scrittore un giornalista di lunghissimo corso, inviato per la Stampa, Il Giorno, la Gazzetta del Popolo e direttore del RadioCorriere, noto al pubblico televisivo per i suoi puntuali servizi e commenti come corrispondente del Tg1 da Madrid, Buenos Aires, Pechino, Il Cairo, Beirut e Parigi.

Alla tenera età di 90 anni e con una dinastia di cinque nipoti, di sedici, quattordici, tredici, undici e cinque anni, Nebiolo ripercorre, lungo il viale dei ricordi, quella stagione della vita in cui si diventa padri e madri di seconda generazione. Avete contato bene le dita? è un diario di famiglia, che mescola con garbo risate, momenti tenerissimi e piccole diatribe, che caratterizzano l’ultima (forse) grande svolta della vita.

Con l’arrivo del primo nipotino Gino e Cecilia, coppia ormai collaudata, devono pian piano imparare un mestiere nuovo, simile a quello di genitori, ma assai più delicato: ha inizio così una nuova avventura fatta di piccoli inciampi e tanto amore, dalla prima ecografia all’esame di terza media del piccolo. I motivi che vedono la vivacissima nonna contrariata e nonno Gino spettatore sornione sono molti e durano per tutta la crescita del nipotino: dalla scelta del nome (“Carlos con la S?”) a perché chiamare la baby-sitter “se ci siamo noi”, passando per le baruffe con gli altri nonni al parco e in famiglia con i consuoceri.

Per 286 pagine Nebiolo parla a tutte le generazioni: ai nonni che con lui possono identificarsi e magari commuoversi, ai genitori che invita a riflettere sempre col sorriso, ai nipoti destinatari di cotanta tenerezza e saggezza.