Borbone: falso testamento regalò trono di Spagna. Le prove

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2015 12:06 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2015 13:13
Borbone: falso testamento regalò trono di Spagna. Le prove

Borbone: falso testamento regalò trono di Spagna. Le prove

ROMA – Con più di 300 ani di ritardo, grazie all’inchiesta di una coppia di storici/romanzieri italiani (Francesco Sorti e Rita Monaldi), è stata svelata la fraudolenta origine dell’assegnazione ai Borbone del trono di Spagna (per dire Felipe, figlio di Juan Carlos, vi siederebbe illegittimamente).

Il falso testamento di Carlo II. Ultimo Asburgo di Spagna, Carlo II, prima di morire (il giorno dei santi del 1700), rimasto senza eredi ha designato il suo successore: all’apertura del testamento, il giorno dei morti, però, non c’è un Asburgo, il prescelto è Filippo d’Angiò, un Borbone, nipote del potentissimo Luigi XIV di Francia, più noto come Re Sole.

Anche il Papato era favorevole al partito francese, ciò che solo oggi si è scoperto è che la firma del re di un impero su cui ancora non tramontava mai il sole, era falsa. Un’altra mano vergò il testamento finale: una doppia perizia grafologica (l’una indipendente dall’altra) ha stabilito con certezza che quel moribondo non poteva nemmeno reggere una penna in mano. Quella che ha deciso i destini dinastici dell’Europa a venire (e della spartizione dell’Italia) è di un uomo in buona salute, che scrive in posizione eretta, quel “Yo, el Rey” (io, il re) è incompatibile col vero Carlo II.

L’esame autoptico dell’epoca del resto è più che illuminante: “[Aveva un] cuore dalle dimensioni di un grano di pepe, i polmoni corrosi, gli intestini cancerosi, tre grossi calcoli in un rene, un solo testicolo, nero come il carbone e la testa piena d’acqua” . (Wikipedia).

Il libro, “Secretum”, lo scoop della coppia italiana. Francesco Sorti e Rita Monaldi sono gli autori del clamoroso scoop storico, avvicinabile per importanza a quello della falsa donazione di Costantino. Sono loro che, mentre scrivono romanzi appassionanti di argomento storico, non smettono di interrogare le fonti, mettere in questione documenti, atti, firme.

“Secretum”, l’ultima fatica, fa parte di una serie lunga di libri, una saga con al centro un detective d’eccezione, un cantante castrato che ama le donne e habitué della corte di Re Sole di cui è un favorito: il suo nome è Atto Melani, ma, nonostante le centinaia di migliaia di copie vendute in 60 paesi diversi, forse milioni, in Italia non lo conosce praticamente nessuno. Ora pubblicano presso Baldini& Castoldi. Una specie di Dan Brown nostrani.

Sembra, ma la Mondadori che fece uscire il primo “Imprimatur” smentisce, che proprio questo primo libro abbia chiuso le porte del successo commerciale, o perlomeno l’interesse culturale in Italia. La colpa? Aver dimostrato che dietro gli oscuri finanziatori della rivoluzione protestante in Inghilterra ci fosse nientemeno che un papa italiano, Innocenzo XI, fatto beato nel 1956, e nei cui libri contabili i due segugi storici hanno rintracciato i versamenti al protestante Guglielmo III d’Orange, colui che cacciò i cattolici Stuart dall’Inghilterra. Una verità scomoda per la Chiesa? Siamo già in territorio Dan Brown…