Libri per la domenica: Dostoevskij, Gogol, Tolstoij e Vercesi

di Cesare Lanza
Pubblicato il 23 Novembre 2014 6:11 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2014 23:52
Cesare Lanza: "Leggete Dostoevskij, Gogol, Tolstoij e Vercesi"

Cesare Lanza: “Leggete Dostoevskij, Gogol, Tolstoij e Vercesi”

Cesare Lanza consiglia le letture per il week end. Gli autori scelri: Vercesi, Gogol, Dostoevskij, Tolstoj, Saint Exupery. L’articolo è stato pubblicato anche nel blog di Cesare Lanza.

“Vi infliggo consigli non richiesti per una buona lettura nel week end.

Vi trasmetto il piacere che sto ricavando da tre libri. Il primo, edito da Sellerio, è scritto da Pier Luigi Vercesi, direttore di Sette, supplemento settimanale del Corriere della Sera:

“Ne ammazza più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali.”

Ovviamente, è adatto soprattutto alla curiosità di giornalisti, editori, addetti ai lavori. Ma parallelamente le storie giornalistiche corrono sul filo della ricostruzione della storia italiana degli ultimi due secoli. E’ una miniera. Confesso che non sapevo cosa disse Napoleone dopo la sua definitiva caduta.

Né che Ugo Foscolo fosse una spia a libro paga dagli austriaci.

L’ultimo capitolo – l’epilogo – parla invece dei giorni miei o di quelli appena precedenti: sapevo quasi tutto, ma ho trovato molto piacevole la rievocazione fatta da Vercesi con uno stile garbato, da saggista.

Un altro libro, proposto dalla casa editrice Marcos/ultra, riunisce i racconti di tre grandi scrittori russi, “Memorie di un pazzo” di Nikolaj Gogol, “Il sogno di un uomo ridicolo” di Fedor Dostoevskij” e “Memorie di un pazzo” di Lev Tolstoj. Traduzione e cura di Paolo Nori.

Il titolo che riunifica i tre racconti è “Tre matti“: chiunque sia gratificato, come me, dall’elogio e dall’analisi della follia, troverà il volumetto particolarmente apprezzabile.

Infine, due straordinarie riflessioni di Antoine De Saint-Exupery, proposte da un’altra meritevole e piccola casa editrice, Elliot: “Bisogna dare un senso alla vita degli uomini” e “Lettera a un ostaggio”.

L’autore, come tutti sanno, è il finissimo scrittore de “Il piccolo principe”. Penso che la vita sia priva di senso e penso che l’intolleranza ci porterà alla rovina. “Non c’è che un problema, uno solo, in tutto il mondo: restituire agli uomini un significato spirituale”, scriveva Saint-Exupery nella prima parte del Novecento. Oggi l’esigenza è la stessa, e ancora più forte.