Cina, i dissidenti contro il Nobel a Mo Yan: “Allineato al regime”

Pubblicato il 12 Ottobre 2012 0:12 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2012 2:02
(Foto Lapresse)

WASHINGTON – I dissidenti cinesi contro il premio Nobel per la Letteratura a Mo Yan. Secondo alcuni di loro, lo scrittore sarebbe troppo allineato al regime comunista.

A farsi portavoce del disappunto è in particolare Wei Jingsheng, considerato uno dei padri del movimento d’opposizione democratica in Cina e da tempo esule negli Stati Uniti, che – pur riconoscendo le qualità di scrittore di Mo – non nasconde le sue riserve su una scelta che ai suoi occhi appare come una sorta di gesto conciliatorio verso i mandarini rossi di Pechino: dopo la furia con cui essi reagirono nel 2010 all’attribuzione del Nobel per la pace a un dissidente a tutto tondo quale Liu Xiaobo.

Il premio di quest’anno ”pare sia stato accordato anche per far piacere al regime comunista e quindi non è degno d’interesse”, ha commentato seccamente Wei, che nelle galere cinesi ha trascorso in totale 18 anni.

Considerato fin troppo ossequioso verso il regime, con tanto di tessera di partito e omaggi di rito a Mao, Mo Yan è stato tuttavia ‘difeso’ da un altro dissidente cinese esule negli Usa, Chai Ling, già esponente di spicco del movimento degli studenti represso nel sangue in piazza Tienanmen, secondo il quale il sollievo lasciato trapelare dai palazzi del potere di Pechino di fronte al premio di quest’anno non fa i conti con l’ultimo romanzo di Mo: ‘Le Rane’, in uscita anche in Italia, in cui lo scrittore stavolta non lesina critiche pesanti – sia pure in forma indiretta – alla politica del figlio unico e degli aborti forzati imposta per anni dalla nomenklatura in Cina.