“Clamoroso al Cibali”: un libro di Riccardo Cucchi racconta “Tutto il calcio minuto per minuto”

Pubblicato il 16 Dicembre 2010 20:18 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2010 20:18

L’idea in realtà era dei francesi. Guglielmo Moretti la portò in Italia, ma a quanto pare ci vollero 10 anni per convincere la Rai. Collegamenti in diretta dai campi della serie A, “Tutto il calcio minuto per minuto”, insomma. Il racconto con la voce di Moretti dal passato inonda la sala A di via Asiago, a Roma. Come dire, La Radio. Sono passati 50 anni – ormai quasi 51, il 10 gennaio – e la suggestione di un programma così è sempre forte, nonostante il calendario-spezzatino e la pay tv.

Il potere dell”immaginazione”, che serve per raccontare quel che gli altri non vedono, secondo Sergio Zavoli. Tra i fondatori di “Tutto il calcio” con Moretti e Roberto Bortoluzzi, il vecchio cronista è presente in carne e ossa alla presentazione di “Clamoroso al Cibali – Tutto il calcio minuto per minuto – Quando la radio diventa storia” (Minerva edizioni), libro tributo di Riccardo Cucchi alla trasmissione totem della radiofonia.

L’autore è un erede dei grandi (anche se si schermisce), come Sandro Ciotti ed Enrico Ameri, i più famosi, i dioscuri del calcio senza immagini. Ancora voci registrate lontano nel tempo, Ciotti che narra lo scudetto del Cagliari nel ’70, due pregiudicati-tifosi arrestati, traditi dalla voglia di un autografo di Gigi Riva. Ameri e il tricolore del Verona ’85, meno poetico di Romeo e Giulietta, ma non tanto, in fondo.

Obbligatorio, al libro è allegato un Cd con decine di file audio. Nelle pagine, invece, i profili dei protagonisti, una miriade di aneddoti e tante foto delle facce di quelle voci. “Clamoroso al Cibali!” è l’irruzione in diretta da Catania per il gol dei padroni di casa contro l’Inter di Helenio Herrera, nel 1961. Tre parole che sono diventate un modo di dire.

“Chissà se sono mai state pronunciate…”: un mistero, a sentire Alfredo Provenzali, che a 76 anni seguita a condurre “Tutto il calcio”. “I giovani subiscono ancora il fascino di questo programma”, assicura, lottando con il microfono che non funziona, come a volte in diretta. E giovani erano i componenti di quella squadra di radiocronisti, 50 anni fa.

“Avevamo il senso del branco – ancora Zavoli – eravamo il primo gruppo del genere messo insieme dalla Rai”. Cronista-poeta, osservatore-inventore, è il giornalista radiofonico per Walter Veltroni; appassionato di calcio e di radio, ma soprattutto figlio di Vittorio, il capo di quel gruppo. “Quel po’ che so della radio l’ho imparato da Vittorio”, dice Zavoli.

“Tutto il calcio iniziò con Ravenna-Rimini, raccontata da Sergio Zavoli – ricorda l’ex segretario del Pd – Nei decenni ha unito il Paese, come faceva la Rai di quei tempi”.