Coronavirus, rinviato il Salone del Libro di Torino. Si farà nel 2020 ma slitta la data

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2020 16:05 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2020 16:05
Coronavirus, rinviato il Salone del Libro di Torino. Si farà nel 2020 ma slitta la data

Coronavirus, rinviato il Salone del Libro di Torino (Foto archivio Ansa)

TORINO  –  L’emergenza coronavirus fa slittare anche il Salone del Libro di Torino. Lo annunciano gli organizzatori che stanno lavorando “con la passione di sempre all’edizione 2020”, ma per poter continuare a essere “un punto di riferimento di questa straordinaria comunità, il Salone del Libro deve prima di tutto garantire le condizioni di sicurezza e di salute del suo pubblico, dei suoi espositori e del personale che vi lavora”.

L’organizzazione, quindi, spiega: “Preso atto della situazione di emergenza nazionale e internazionale nella quale ci troviamo, e in accordo con le istituzioni e i partner che collaborano in maniera essenziale alla sua organizzazione, oltre che con Lingotto Fiere, il Salone del Libro di Torino ha valutato necessario e responsabile rimandare la manifestazione (originariamente in programma dal 14 al 18 maggio) a una data che comunicheremo prima possibile”.

“In coordinamento con le istituzioni – spiegano gli organizzatori – e a seguito di un incontro di questa mattina con la Regione Piemonte e il Comune di Torino che si sono impegnati a collaborare pienamente all’obiettivo comune di realizzare il Salone in piena sicurezza e con l’entusiasmo di sempre l’organizzazione continua a lavorare e a monitorare attentamente l’evolversi della situazione in attesa delle disposizioni che verranno varate dopo il 3 aprile 2020, a scadenza del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri attualmente in vigore. Le nuove date verranno annunciate non appena sarà possibile una valutazione esaustiva degli scenari futuri”.

“In un momento di grande sacrificio da parte di tutti gli italiani – aggiunge l’organizzazione – il Salone vuole esprimere la sua più sentita vicinanza a coloro che stanno vivendo in prima persona gli effetti dell’emergenza: i malati, i loro cari, così come tutto il personale sanitario e le istituzioni che lavorano senza sosta per la salute e la sicurezza di tutti”.  (Fonte: Agi)