Elena Ferrante: “Il mio anonimato? Un patto coi lettori sancito 27 anni fa. Non lo violerò”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 dicembre 2018 13:11 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2018 13:11
Elena Ferrante: "Il mio anonimato? Un patto coi lettori sancito 27 anni fa. Non lo violerò"

Elena Ferrante: “Il mio anonimato? Un patto coi lettori sancito 27 anni fa. Non lo violerò”

ROMA – Mentre la Rai manda in onda la serie tratta dal suo acclamato best seller L’amica geniale, la scrittrice Elena Ferrante concede una intervista via mail al giornalista Angelo Carotenuto del Venerdì di Repubblica, e ricorda la segretezza che la circonda da quasi trent’anni, quando, nel 1992, venne pubblicato il suo primo romanzo, L’amore molesto: “Chi legge i miei libri li legge, ora più di prima, sapendo che ogni mia possibile fisionomia è affidata alla scrittura. È un patto sancito ventisette anni fa e non intendo violarlo”.

Nell’intervista, concessa lo scorso ottobre, la scrittrice partenopea ha parlato anche della serie televisiva basata sulla sua tetralogia L’amica geniale diretta da Saverio Costanzo, già regista di un altro film tratto da un romanzo: La solitudine dei numeri primi.

“Grazie a un certo tipo di lettura specialistica (quella degli sceneggiatori, quella del regista) il romanzo passa dalla pagina allo schermo e nel corso di questo movimento perde la veste letteraria, si denuda. È questa nudità che mi confonde e insieme mi incuriosisce”, ha dichiarato l’autrice, che ha seguito continuamente la stesura della sceneggiatura della fiction, mantenendo contatti epistolari con il regista Costanzo, al quale ha inviato lunghe note. Lei, però, non si definisce una sceneggiatrice: “Non si è trattato di un lavoro vero e proprio di sceneggiatura, non ne avrei avuta la competenza. Ho discusso piuttosto i testi scritti da Costanzo e dai suoi collaboratori intervenendo con proposte mie lì dove mi sembrava necessario”. Le opere di Elena Ferrante, comunque, sono già state adattate per il cinema: è il caso de L’amore molesto e I giorni dell’abbandono.