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Cosa è la cortesia? La massima prova di intelligenza e evoluzione umana

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La copertina di Elogio della Cortesia di Giovanna Axia

ROMA – Se entrando in un bar salutiamo con educazione i distratti avventori presenti, e se poi, dopo aver sorseggiato il caffè, nel posare la tazzina vuota, esprimiamo garbatamente all’affaccendato barista il nostro apprezzamento per la bontà dell’espresso che ci ha preparato, è giusto sapere che non siamo stati solo cortesi ma anche altruisti, rispettosi e soprattutto intelligenti. La questione, però, è molto più complessa di come potrebbe apparire dall’incipit un po’ burlesco di questa recensione.

Se ne ha consapevolezza leggendo il saggio breve Elogio della cortesia, dove la suddetta “propensione”, svuotata dei suoi aspetti formali che molte volte la connotano come fenomeno portatore d’ipocrisia, viene presentata nelle sue più articolate attitudini. Autrice di questo libro, che si compone di cinque capitoli per un totale di centotrentatré pagine, è la professoressa Giovanna Axia, docente di Psicologia dello sviluppo presso l’Università di Padova, che non tarda a comunicare, già nelle prime pagine, l’oggetto della sua ricerca: ovvero dimostrare che la cortesia è la capacità umana di far stare bene gli altri, che cresce lentamente nell’uomo e che, soprattutto, necessita di un quantum di intelligenza da misurare.

Le riflessioni iniziali raccolgono gli argomenti dalla sterminata letteratura riguardante lo studio degli “atti linguistici”, e citando esponenti, quali Austin, Searle, Ballmer e Brennensthul, si teorizza che la cortesia appartiene al livello più evoluto del linguaggio. Per confutare questa tesi è stata compiuta un’osservazione naturalistica in un centro commerciale, registrando ben 89 dialoghi con bambini tra i quattro, sei e otto anni, intenti a convincere i genitori ad acquistare gli ambiti giocattoli esposti sugli scaffali. Dalla conseguente analisi dei dati raccolti, emerge che con l’aumentare dell’età, si trasforma anche lo schema linguistico utilizzato, che diventa tanto più sofisticato quanto più si avvicina al “discorso” come dimensione dialogica più matura. Quindi, si evince, che un livello di cortesia apprezzabile si può raggiungere se, contestualmente, cresce anche la qualità delle parole utilizzate e dell’architettura che le tiene assieme.

Ma questa è solo una parte della verità, ci spiega l’autrice, che pur essendo consapevole che “l’essere cortese” non è una modalità capace di cambiare i destini del mondo, sostiene tuttavia la sua fondamentale importanza come strategia del sostegno emotivo, perché “ la cortesia consiste essenzialmente in un modo particolare di trattare la gente, parlando e agendo in modo tale da tenere sempre in considerazione i sentimenti degli altri.”( pagina 48 ) Ed è questo il crinale lungo il quale cammina la riflessione della Axia, ovvero il fenomeno cortesia rappresentativo della capacità di cogliere ed accogliere l’Altro. Per argomentare tali contenuti, l’autrice menziona la studiosa Robin Lakoff, la prima ad occuparsi di questo tema, sostenitrice della teoria secondo la quale si può parlare di cortesia solo quando persistono tre regole: non imporsi nel dialogo, offrire sempre un’alternativa e fare sentire il proprio interlocutore a proprio agio; ma anche Brown e Levinson con la teorizzazione della cortesia negativa, intesa come la modalità più formale di relazione, e della cortesia positiva, che invece si preoccupa soprattutto di curare il legame empatico con l’interlocutore.

Ma a che età si comincia a capire cos’è la cortesia? E a che età si conoscono gli effetti che provoca sugli altri? Per trovare le risposte a queste domande è stato chiesto – nel libro la ricerca viene riportata in dettaglio – a 60 bambini tra i cinque, sette e nove anni, provenienti da famiglie di classe sociale medio-bassa senza particolari problemi, se conoscevano il significato del termine cortesia. La stragrande maggioranza di loro ha risposto che la cortesia è un’azione concreta in aiuto degli altri, dimostrando quindi, come afferma Axia, che “… gli esseri umani a cinque anni sono già in grado di sapere che esiste un fenomeno chiamato cortesia e che la sua natura è benevola.”. Non solo. Al solito campione di bambini, è stato anche chiesto di fare degli esempi di cortesia propria ed altrui. Anche in questo caso, a prevalere è stata una rilevante maggioranza, che ha riportato azioni fatte per il raggiungimento del benessere altrui, confermando che l’intelligenza di cinque anni è sufficiente anche a capire la cortesia e gli effetti che produce. Se nei primi tre capitoli hanno prevalso, forse, questioni di ordine più teorico, negli ultimi due, l’attenzione dell’autrice, si concentra sul nucleo della sua riflessione, ovvero analizzare e comprendere la natura del legame che unisce cortesia ed intelligenza. Per farlo utilizza argomenti di natura psicologica ma anche sociologica, adatti a farci comprendere che, essendo impossibile prevedere con assoluta certezza il futuro comportamento di una persona, occorre un notevole sforzo di comprensione sociale per adattare i diversi livelli di cortesia nelle relazioni: “ … la logica del problema sociale può essere simile alla logica di una partita a scacchi, dove ad ogni mossa corrisponde una contromossa che rispetta le regole generali del gioco.” ( pagina 106).

Si mostra quindi, come fosse la stella guida di ogni sperduta barca, direbbe Shakespeare nei suoi Sonetti, l’interessante concettualizzazione della cortesia strumento di risoluzione dei problemi sociali. Ma per essere tale, occorrono, si riporta nel libro, processi cognitivi importanti: un repertorio di atti e linguaggi cortesi, consapevolezza dei sentimenti altrui, capire le caratteristiche dell’altro, conoscere bene gli effetti della cortesia e della scortesia e soprattutto, provare empatia. Nonostante la scelta di esprimersi con un saggio breve, che per la specificità del tema può rappresentare un limite, non mancano, nelle ultime pagine di questo non recentissimo ma ancora attuale libro, le conclusioni che in un testo del genere si spera di trovare, e che regalano un barlume di speranza a chi lo legge. In questa prospettiva vale veramente la pena di riportare integralmente l’ultima, con la quale si chiude il libro, e che rappresentare, non solo un elogio, ma anche un vero e proprio manifesto per la cortesia. “ Essere cortesi è un arte che deriva da un forte impegno a usare l’intelligenza per capire le circostanze sociali e, in particolare, gli stati d’animo degli altri. Questo impegno, a volte faticoso e dall’esito incerto, può realizzarsi solo quando è sostenuto dalla motivazione a prendersi cura dei sentimenti altrui.

La persona cortese ha un anima gentile, sensibile alla sofferenza umana e con un senso di obbligo a fare del suo meglio per alleggerire la fatica del vivere. Questo senso di obbligo, tuttavia, non è pesante, noioso e pericoloso, non sceglie i grandi gesti, i violenti sacrifici o le prediche sublimi. La persona cortese e gentile usa con leggerezza, ma con costanza, i mezzi naturali in possesso di tutti gli esseri umani: un po’ di attenzione, un minimo di riflessione, una scelta di parole. La persona veramente cortese non usa la sua intelligenza in modo banale. Non si accontenta di esprimere deferenza e rispetto per l’altra persona, ma va un po’ più in là. Spinge la sua intelligenza fino ad esplorare cosa possono volere gli altri e, soprattutto, ad esplorare cosa pensa l’altra persona a proposito dei reciproci pensieri e sentimenti. È un intelligenza che non si limita a dire « questo è il tuo territorio e io me ne sto fuori », ma è tesa, invece, proprio alla comprensione di quel territorio. È una comprensione tacita, implicita, piena di rispetto, che si manifesta in molti modi diversi mai intrusivi. È un intelligenza sostenuta dall’affetto e dal rispetto di sé e degli altri. La cortesia è un fenomeno universale e alla portata di tutti, una volta trascorsa l’infanzia. È una capacità umana complessa e sofisticata, ma sorprendentemente facile, una volta che ci si decida di usarla. Per gli esseri umani, la cortesia e la gentilezza sono facili, facili come sorridere. ”.

Elogio della cortesia. ( L’attenzione per gli altri come forma di intelligenza ) di Giovanna Axia, Il Mulino, pp. 133, € 9,50

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