Il libro di Ratzinger infarcito di errori: la denuncia di Sandro Magister

Pubblicato il 26 Novembre 2010 12:58 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 12:58

Benedetto XVI

Pieno di errori grossolani e tradotto (in italiano) in modo tutt’altro che impeccabile. Già è grave che succeda per un libro “normale”, è gravissimo che succeda, in Vaticano, per il libro intervista “La luce del Mondo” di Papa Benedetto XVI.

L’analisi che ne fa Sandro Magister sul blog “settimo cielo” è impietosa.  Il problema, spiega, non sta tanto negli errori di traduzione (il libro è già esaurito e in ristampa e dal Vaticano assicurano una rigorosa correzione). Il peggio, spiega sta “nell’incredibile pasticcio delle pagine finali: l’appendice con la cronologia di Joseph Ratzinger prima e dopo l’elezione al papato”.

Errori che fanno pensare a Magister che la cura del libro del Pontefice sia stata lasciata ad un “dilettante allo sbaraglio”. Quali errori? Tanti. E l’autore del blog li elenca parlando di “24 pagine sconclusionate e incomprensibili”. “Per averne un’idea, – scrive – eccone l’ultima riga:“7 novembre: consacrazione agli altari nella Chiesa de ‘La Sagrada Familia’ a Barcellona”. Si può sintetizzare peggio di così l’accaduto?”.

Ma è più avanti, a pag 259-60 che si consuma il “disastro supremo”. Scrive Magister: “Da semplice sacerdote e professore, come risulta fin lì, Joseph Ratzinger è di colpo fatto entrare nei due conclavi del 1978, dove – si dice in barba alle regole di segretezza – “contribuisce in modo determinante all’elezione di Papa Giovanni Paolo II”.

E ancora: “Non una parola sulla sua nomina, nel 1977, ad arcivescovo di Monaco e Frisinga, né sulla sua consacrazione episcopale, né sulla sua nomina a cardinale nello stesso anno. Ma si può infilare in una cronologia dell’attuale papa un buco così? Poi si gira la pagina e cosa si scopre?  Che nel 1983 “viene consacrato vescovo e gli viene assegnata la sede suburbicaria di Velletri-Segni”. Qui l’abbaglio preso dall’anonimo compilatore è al di là di ogni immaginazione. Scambia per consacrazione all’episcopato di Ratzinger (già vescovo da sei anni!) l’assegnazione del titolo cardinalizio della Chiesa suburbicaria di Velletri-Segni”.

Il Papa, insomma, sarà pure “infallibile ex cathedra”, gli editori vaticani decisamente no.