“Ernest Hemingway è stata una spia del Kgb”. Lo rivela un libro pubblicato negli Stati Uniti

Pubblicato il 10 Luglio 2009 20:12 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2009 20:13

TO280405EST_0919Ernest Hemingway fu oltre ad un prestigioso scrittore, una spia per conto dei sovietici nel corso degli anni Quaranta. A rivelarlo è il quotidiano londinese Guardian, che cita un libro appena uscito negli Stati Uniti pubblicato dalla Yale University Press dal titolo “Spies: The Rise and Fall of the KGB in America”. Il libro è stato scritto da due storici, John Earl Haynes e Harvey Klehr insieme ad Alexander Vassiliev, esperto di origine russa che ha avuto modo di accedere a documenti riservati custoditi a Mosca negli archivi dei servizi segreti relativi al periodo staliniano.

Secondo gli autori del saggio, il Nobel per la letteratura nel 1954 venne reclutato dagli agenti del Kgb nel 1941 alla vigilia di un viaggio in Cina dopo che aveva in più occasioni espresso «desiderio e volontà di aiutare l’Urss». Attraverso il nome in codice di “Argo”, Hemingway continuò a mantenere contatti con Mosca per l’intero decennio senza percepire alcun compenso, incontrandosi con emissari dei servizi staliniani durante soggiorni a Londra e a Cuba. Il rapporto poi si interruppe per scelta degli stessi sovietici, sostengono gli autori del saggio, perché «Hemingway non fu in grado di proporre ai russi alcuna informazione da loro ritenuta rilevante sotto il profilo politico e militare».

Ma su Hemingway ci sarebbero anche diversi studiosi che hanno ipotizzato come lo scrittore in realtà fosse in contatto anche con i servizi americani. Mosca e Washington, avrebbero quindi rivaleggiato a lungo tra loro per ingaggiare un uomo che aveva larga fama internazionale e si muoveva senza sosta da un capo all’altro del mondo.