“The Hidden Kennedy”, il libro che ripercorre la triste storia di Rosemary Kennedy

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2018 23:07
"The Hidden Kennedy", il libro che ripercorre la triste storia di Rosemary Kennedy

“The Hidden Kennedy”, il libro che ripercorre la triste storia di Rosemary Kennedy

NEW YORK – Rosemary Kennedy, sorella maggiore del presidente John F. Kennedy la settimana scorsa avrebbe festeggiato il suo centesimo compleanno.

La sua storia nota e triste, è quella di una 23enne piena di vita e gentile, prima che il padre Joseph P. Kennedy la costringesse a subire una lobotomia a causa del lieve ritardo mentale.
Grazie a uno scambio epistolare con Dorothy Smith, avvenuto tre anni prima dell’intervento, quando la giovane fu mandata in Irlanda e in Inghilterra, ora emergono nuovi aspetti della personalità.
Il tono delle lettere alla Smith, che si prese cura di Rosemary durante la permanenza in Europa, era spesso infantile e ingenuo, secondo Kate Larson, biografa e autrice di “The Hidden Kennedy”, un libro che scava in profondità nella vita di Rosemary e degli altri membri della famiglia Kennedy.
Le lettere sono importanti perché riflettono Rosemary “come molto più giovane, intellettualmente, rispetto ai suoi 20 anni, che aveva una vita piena ed era partecipe alla vita familiare” ha detto Larson a People.
Dorothy Smyth morì negli anni ’60, ma la famiglia conservò le lettere per anni, secondo il nipote, Michael Fisher, che al People ha riferito:”aveva un’innocenza infantile. Quando leggi le lettere o guardi le foto di Rosemary che va a un ballo a Londra in abito da sera per il debutto in società, poi immediatamente pensi alla lobotomia. Questa è la storia di Rosemary”.
La famiglia della Smyth ha restituito le lettere alla famiglia Kennedy negli anni ’90.
Larson ha parlato del libro al John Fitzgerald Kennedy National Historic Site a Brookline, per commemorare il compleanno di Rosemary.
Nel libro racconta che quando Rose Kennedy entrò in travaglio per partorire Rosemary a Brookline, nel Massachusetts, ad assisterla c’era solo un’infermiera.
L’ostetrica non era ancora arrivata e l’infermiera costrinse Rose a stringere le gambe e smettere di spingere; ciò impedì a Rosemary di nascere, rimase nel canale uterino per due ore in debito di ossigeno con pesanti conseguenze cerebrali.
Nel corso della crescita i genitori si erano resi conto che rispetto agli altri bambini della sua età sviluppava più lentamente, alcune azioni non era in grado di farle, la lettura e la scrittura risultavano molto difficili.
Quando iniziò a frequentare la scuola, Rose consultò degli esperti che la definirono “ritardata”, un termine erroneamente usato per anni per descrivere un’ampia gamma di disabilità mentali, scrive il Daily Mail.
I genitori per anni hanno nascosto i suoi problemi ma crescendo diventava sempre più complicato. A 11 anni, Rosemary è stata mandata al primo di molti istituti per bambini con particolari esigenze di apprendimento.
All’età di 19 anni, il padre era stato nominato Ambasciatore degli Stati Uniti in Gran Bretagna e la famiglia si era  trasferita a Londra, dove Rosemary frequentava un collegio retto da suore.
In quel periodo iniziò a prendere peso, fatto inaccettabile per il padre che scrisse una lettera alla scuola:”Sta diventando troppo grassa”.
A 20 anni, Rosemary era bellissima e dunque ritenuta ingestibile dai genitori. Il padre aveva iniziato a concentrarsi sulle carriere politiche dei figli e temeva che qualche uomo potesse approfittarsi di lei, se fosse rimasta incinta avrebbe danneggiato il nome della famiglia.
Nel tentativo di avere più controllo sulla figlia, Joseph parlò alla moglie di un nuovo sperimentale intervento chirurgico al cervello noto come lobotomia. Ma dopo aver esaminato la procedura, la figlia Kathleen Kennedy disse: “Non vogliamo che sia fatto a Rosie”.
Joseph ignorò il suo consiglio e andò avanti senza dire niente a nessuno, compresa la moglie.
Il nipote di Rosemary, Timothy Shriver, nel libro del 2014  “Fully Alive: Discovering What Matters Most” scrive che durante l'”agghiacciante” intervento i medici sezionavano il cervello mentre il paziente era ancora cosciente e si fermavano solo quando non era più in grado di parlare.
“Il risultato, nel caso di Rosemary, è stato devastante. Ridotta a uno stato vegetativo, ha perso l’autonomia per il resto della sua vita”, ha scritto Shriver.
Successivamente Rose affermò che il marito, che si era rifiutato di far visita a Rosemary dopo l’intervento a causa dei sensi di colpa, non vide più la figlia per venti lunghi anni.
“Il codice segreto è entrato in azione e Rosemary è scomparsa”, racconta il nipote.
La famiglia Kennedy si recò nel Wisconsin a far visita a  Rosemary, per la prima volta nel 1961 dopo che Joseph ebbe un ictus.
Rosemary era scortata da due suore e si era lanciata contro la madre, le urlava contro. Anche i fratelli, secondo quanto riferito, fino a quella visita non sapevano cosa le fosse successo, pensavano che vivesse e lavorasse come insegnante nel Midwest.
Nel corso degli anni, i fratelli le fecero spesso visita, la portarono nelle riunioni di famiglia e occasionalmente usciva per fare compere. Rosemary morì nel 2005, all’età di 85 anni.