Jack lo Squartatore, il mistero dura da 131 anni, 5 sospettati, uno potrebbe essere…

di Emiliano Chirchietti
Pubblicato il 16 febbraio 2019 6:01 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2019 21:17
Jack lo Squartatore, mistero da 131 anni, 5 sospettati, uno potrebbe essere...

Jack lo Squartatore, mistero da 131 anni, 5 sospettati, uno potrebbe essere…

Il fascino immortale di un serial killer vittoriano: “Jack lo Squartatore”, saggio scritto da Paul Begg: la cronaca dei fatti, la storia di una città. Gli eventi sono noti: cinque prostitute vengono barbaramente uccise tra il 31 Agosto ed il 9 Novembre del 1888 nei bui e putridi vicoli del quartiere londinese di Whitechapel; la polizia non sa dove andare a cercare, molti i sospetti, infiniti  gli indizi ma l’identità dell’assassino resta sconosciuta.  

“Sarebbe probabilmente stato dimenticato” afferma Begg nell’introduzione, “se avesse colpito in qualche altro luogo o in un altro periodo o se avesse ucciso signore altolocate anziché infime prostitute”. La tesi quindi è che il mito di “Jack” trasse nutrimento soprattutto dal contesto di degrado economico e sociale dell’ East End di Londra, dove i suoi delitti efferati si compirono. L’organizzazione del libro segue conseguentemente questa argomentazione, e già scorrendo l’indice si concretizza la scelta di combinare la narrazione degli omicidi, con l’analisi dei problemi che tormentavano gli strati più poveri della società vittoriana di fine ‘800.

I capitoli arrivano a quindici. Di questi, cinque dedicati alle vittime “canoniche” dello Squartatore, cioè quelle ufficialmente attribuite dalla polizia alla sua mano; tre al quadro investigativo ed alla consultazione di svariate e diversificate fonti, mentre i rimanenti sette svolgono temi essenziali per cogliere la peculiarità di questo mistero irrisolto: povertà, prostituzione, mutamenti urbani, dispute politiche, carenze ed inadeguatezze della polizia, nonché l’ascesa di un “nuovo giornalismo” che fu interprete centrale nell’intera vicenda.

Fin dalle prime pagine si capisce che il libro non ha niente da invidiare ad un saggio storico, tale è la mole di informazioni e la precisione con la quale sono riportate e contestualizzate. Del resto la teoria che propone l’autore è di quelle che necessitano un carico d’analisi, di ricerca e comprensione dei fatti importante; non si potrebbe sostenere con una struttura solo divulgativa che cerca stabilità esclusivamente nella cronaca. Il punto di equilibrio, forse, sta proprio nell’essere stato concepito come un lavoro che amalgama indagine ed analisi storica, facendo vivere quindi al lettore due tipi di esperienze.

La prima. Probabilmente quella più accattivante. Il lettore si ritrova catapultato nella Londra di fine ‘800, in Whitechapel, circondato da un’umanità emarginata. Cammina nelle strade malfamate, respira l’aria maleodorante che soffoca i marciapiedi traboccanti di rifiuti e soprattutto diventa attore principale dell’indagine. Sono queste le parti del libro dove si conoscono da vicino le vittime di “Jack”, il loro triste passato, le ultime ore di vita, i testimoni più importanti e le varie circostanze che segnarono l’andamento delle investigazioni.

“Alle 3.20 del mattino Charles Cross uscì di casa al 22 di Doventon Street, accanto a Cambridge Heart Road, per recarsi al lavoro all’impresa di trasporti Pickford & Co. in Broad Street. Venticinque minuti dopo svoltò in Buck’s Row risalendo il lato settentrionale della via fiancheggiato dai magazzini. Nell’oscurità scorse dall’altra parte della strada qualcosa che giaceva contro i portoni che davano sulla scuderia accanto al New Cottage. Avrebbe dichiarato poi alla giuria: dapprima, con il buio, non capii che cosa fosse; mi sembrava un telone ma poi avvicinandomi vidi che era il corpo di una donna.” si legge, tanto per farsi un’idea, a pagina 81.

E di queste dichiarazioni il libro abbonda. Non solo. Trovano spazio anche parti rilevanti dei verbali redatti dai medici che compirono le autopsie, la documentazione più importante di Scotland Yard,  ed anche un’interessante accentatura continua alla cronaca dei fatti con gli articoli dei giornali più influenti del tempo.  

Il secondo tipo di esperienza invece ha un profilo diverso. È l’altra  misura del libro, quella che lo fa virare verso il saggio storico. Inevitabilmente lo stile narrativo si fa più articolato, ed anche se le tematiche affrontate sembrerebbero allontanarci da “Jack”, in realtà ci spingono tra le sue braccia.

Begg ci racconta molto: la piaga dilagante della prostituzione che divenne “il tema di accesi dibattiti nei circoli politici più elevati e in tutti gli strati della società” (pagina 93); il crescente attivismo operaio di fine secolo e dei vari gruppi socialisti ad esso legati; le contrapposizioni politiche dei governi che si successero in quegli anni; le numerose manifestazioni di piazza partecipate dagli strati più poveri della società che culminarono nella «domenica di sangue» o «Bloody Sunday» del 13 novembre 1887, appena un anno prima dello Squartatore. E poi, per ultimo ma non meno importante, il cambiamento e la trasformazione che in quegli anni caratterizzò la stampa inglese, la quale “ebbe un ruolo di primo piano nella «creazione» del caso dello Squartatore” (pagina 190).

Insomma, se la teoria secondo la quale il mito di “Jack” trasse nutrimento soprattutto dal contesto di degrado economico e sociale dell’ East End di Londra, sembrava ad inizio lettura ardita, arrivati alla fine si comprende quanto senso invece abbia e come in realtà lo Squartatore sia veramente figlio del suo tempo. Chi era Jack the Ripper se lo chiede anche Begg nel penultimo capitolo. Cinque sono i maggiori sospettati, e forse, uno di questi, potrebbe… ma siamo sempre nel campo delle supposizioni. “Il mistero di Jack lo Squartatore continua a tentare e irretire, a proporre all’investigatore o aspirante tale svolte e colpi di scena, a rivelare direttrici di indagine, piccoli barlumi che fanno sperare di poter trovare un giorno la chiave per far luce sul grande mistero vittoriano. E se le speranze nascono per poi infrangersi, è comunque divertente ricercare, discutere e sperare …” scrive Begg nelle ultime righe del libro. Il serial killer è servito.

“Jack lo Squartatore. La vera storia”, di Paul Begg, Utet, pp. 329, € 17,00.