Nel nuovo libro di Ian McEwan, il pene di uno dei personaggi si ghiaccia e si stacca

Pubblicato il 19 Marzo 2010 16:27 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 16:44

Ian McEwan

Un pizzico d’ironia accompagna l’uscita – il 18 marzo, in Inghilterra e il 30 marzo negli Stati Uniti – del nuovo romanzo di Ian McEwan, “Solar”. «Un thriller satirico sul riscaldamento globale» lo definisce l’aggregatore americano Gawker, che ne ha letto qualche anticipazione sulla pagina dedicata al gossip del sito del New York Post, Page Six.

L’articolo dedicato al libro comincia, infatti, così: «Se vedete dei lettori maschi dell’ultima opera di Ian McEwan piegati in due in preda all’agonia, non chiamate il 911 (il numero telefonico del servizio di Emergenza): probabilmente stanno solo leggendo la parte in cui il pene del protagonista si stacca per il freddo».

La scena madre del romanzo racconta, infatti, della “disavventura” di un uomo, Michael Beard, che, urinando all’aria aperta nel clima polare della Norvegia, sperimenta una contrazione del pene così potente da ridurgli il membro a un minuscolo ghiacciolo. «Non solo si rimpiccioliva davanti ai suoi occhi, ma diventava sempre più bianco. Non il bianco di una pagina, ma l’argento scintillante di una palla di Natale» scrive McEwan.

Ma non è tutto, perché, poche righe dopo, «quello sfortunato (membro) duro come il ghiaccio» finirà per spezzarsi, procurando al protagonista un immenso dolore e una immensa vergogna, dal momento che a raccoglierlo sarà l’avvenente signorina appena conosciuta sulla nave da crociera. «Questo le è caduto ora dal fondo dei pantaloni» lo avverte, infatti, solerte, la giovane donna. Ma il proseguo della storia è ancora tutto da scoprire.

Se l’incidente pare non avere alcun riscontro scientifico (un lettore canadese di Gawker si premura di assicurarlo, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutta la platea maschile), potrebbe invece diventare un ottimo argomento per la campagna ambientalista dei democratici americani (come fa notare un altro utente). E, perché no, magari una lettura obbligatoria per i grandi del mondo (quasi tutti uomini) prima del prossimo vertice sui cambiamenti climatici