Lussuria, il vizio della conoscenza

Pubblicato il 11 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2010 12:00

da: Corriere della Sera

Si può ancora credere che la lussuria sia uno dei vizi capitali? Non è forse meglio considerarla un semplice vizietto? Con questo spostamento di confine del pudore non sarebbe stato d’ accordo Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori, che nel secolo dei Lumi scrisse pagine sulla morale matrimoniale stando in ginocchio per non cadere in tentazione. Ma il marchese de Sade, suo contemporaneo, più che un peccato la riteneva una forza incontenibile della natura. Ne La filosofia nel boudoir delineò una sorta di etica del tradimento ad uso dell’ umanità intera: «Possedere in esclusiva una donna è tanto ingiusto quanto possedere degli schiavi». Che fare? Per rispondere è meglio prendere tempo. Noi partiamo dal nuovo libro di Giulio Giorello, Lussuria. La passione della conoscenza (il Mulino, in libreria da oggi). L’ autore non ha bisogno di soverchie presentazioni, giacché è uno degli intellettuali più brillanti del momento. Possiamo aggiungere che ama letteratura e cose inglesi e irlandesi, le idee laiche, la matematica e il pensiero non permeato di accademismo; e questo anche se è l’ erede della cattedra di Filosofia della scienza che fu di Ludovico Geymonat. Oltre gli amori ora ricordati, ve ne sono altri che…

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