Ministeri e misteri. Lucio Stanca, “Premio di produzione a tutti, per legge”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2014 7:00 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2014 16:15
Ministeri e misteri. Lucio Stanca, "Premio di produzione a tutti, per legge"

Ministeri e misteri. Lucio Stanca, “Premio di produzione a tutti, per legge”

ROMA – Ministeri e misteri. Lucio Stanca, “Premio di produzione a tutti, per legge”. Ex manager con la responsabilità di Ibm in Italia e in Europa, Lucio Stanca ha raccontato in un libro di recente pubblicazione (“L’Italia vista da fuori e da dentro”, edizioni Gruppo 24ore, prefazione di Piero Ostellino) il suo viaggio nella “jungla” ministeriale, esperienza maturata quando Berlusconi lo chiamò nel suo governo affidandogli il dicastero dell’Innovazione Tecnologica. Ne ha viste delle belle, diciamo così. Da una recensione su Libero Quotidiano a firma Caterina Maniaci, ricaviamo un paio di episodi illuminanti. Il primo riguarda l’uso delle carte di credito messe a disposizione dei ministri. Stanca, proveniente  dal settore privato, chiede lumi su istruzioni, limiti di spesa ecc…

Poiché mi accorsi che mi veniva data solo la carta, chiesi subito quando avrei potuto ricevere una guida al suo uso, per essere sicuro di attenermi alle regole e di rispettare i limiti di spesa. Con mia grande sorpresa appresi che non era disponibile alcuna guida e che l’uso della carta era lasciato al buon senso del suo possessore. Alla domanda se comunque fossero fatti dei controlli a posteriori sulle spese effettuate e da quale ufficio, ricevetti risposte vaghe e certamente non esaurienti, almeno dal mio punto di vista. (Lucio Stanca, “L’Italia vista da fuori e da dentro”)

Il secondo estratto riguarda la concezione della meritocrazia all’interno dei ministeri, una concezione, diciamo così, estensiva. Quando, ingenuamente, il ministro chiese quanti dirigenti avessero meritato il premio di produzione, la risposta fu il 100%.

Ero davvero curioso di conoscere con quale criterio il merito veniva gestito negli uffici pubblici. La risposta fu per me sorprendente: nessuno! Tutti avevano meritato l’intero premio. Cercai di sottrarmi alla firma perché avevo ben compreso che la determinazione del premio attuale era stato interpretato come un vuoto adempimento burocratico, senza alcuna efficacia. Il mio collaboratore fu inflessibile nel pretenderla, perché era la legge a richiederla. ((Lucio Stanca, “L’Italia vista da fuori e da dentro”)