Mussolini armò Francisco Franco prima del golpe: riscritta la storia della guerra civile spagnola

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Marzo 2013 16:33 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2013 16:38
Francisco Franco e Benito Mussolini

Francisco Franco e Benito Mussolini

MADRID – Prima di far scoppiare la guerra civile spagnola, dichiarando l’Alzamiento (l’insurrezione) il 18 luglio 1936, Francisco Franco era passato a fare la spesa dal supermercato di Benito Mussolini: nel carrello mise 40 aerei, 12 mila bombe, mitragliatrici… Tutta roba di marca italiana.

Era il primo luglio del ’36, mancavano 17 giorni all’inizio del golpe. La Siai, la Finmeccanica degli anni 30, colosso dell’aeronautica fascista, incassò quattro contratti da 39 milioni di lire, al netto dell’inflazione 340 milioni di euro attuali. Non era solo un grosso affare. Era la dimostrazione che Mussolini, nell’anno d’oro della “politica estera” del regime, aveva avuto un ruolo decisivo nella fase pre-natale del golpe franchista.

L’Italia in orbace, che solo due mesi prima aveva proclamato “il riapparire dell’impero sui colli fatali di Roma”. L’Italia all’avanguardia nella sperimentazione delle armi di distruzione di massa, che aveva sterminato col gas gli Etiopi per riuscire a piegarli. Quell’Italia ha cambiato la storia della Spagna, armando un golpe che avrebbe portato a quarant’anni di dittatura.

È stato lo studioso spagnolo Ángel Viñas, uno degli autori del libro “Los mitos del 18 de julio” (pubblicato da Crítica), a scoprire questi documenti originali ed inediti negli archivi ufficiali dell’esercito iberico. Fra questi i 4 contratti con la Siai firmati da Pedro Sainz Rodríguez, uomo di fiducia di Franco. A finanziare l’affare fu il banchiere Juan March. Scrive Viñas:

“Il 18 luglio non fu solo un fatto domestico, ma contò sulla connivenza di una potenza straniera, l’Italia fascista, dalla quale vennero acquistate armi fondamentali per il trionfo di Franco. I Cr 32 di Mussolini, infatti, erano tecnologicamente molto superiori agli antiquati aerei della Seconda Repubblica”.