Servire il Paese senza arrendersi mai: le gesta degli atleti paralimpici della Difesa in un libro

di Silvia Di Pasquale
Pubblicato il 2 febbraio 2018 7:02 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2018 12:13
Servire il Paese senza arrendersi mai: le gesta degli atleti paralimpici della Difesa in un libro 03

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti posa con gli atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico

ROMA – Continuare a servire il Paese senza arrendersi mai. Gli atleti del gruppo sportivo paralimpico della Difesa italiana non vogliono essere chiamati eroi, ma di fatto lo sono. A loro è dedicato il libro di Benedetta Belucci “Rivincita”.

Il volume è stato presentato lo scorso 1° febbraio a Palazzo Barberini, alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Sono intervenuti anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), Luca Pancalli.

Roberta Pinotti  è una ferrea sostenitrice del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa, costituito il 22 dicembre 2014. Da parte loro gli atleti, presenti e visibilmente emozionati, ci hanno messo tutto l’entusiasmo, la determinazione e la forza per mettere in pratica il progetto. Loro lo sanno bene e ci tengono a ricordarlo: soldati si è per sempre.

“Raccontare queste storie ci fa sentire orgogliosi di essere italiani – ha spiegato il ministro – Il libro è bello, l’idea è bella, lo sono le storie personali. Non possiamo perdere la memoria di chi ha fatto un sacrificio per la Patria. Andava data loro attenzione”.

Per i militari non è facile accettare di non essere efficienti al massimo, ma Pinotti ha ricordato che il loro compito non è finito, anzi: “Se ne apre un altro, altrettanto importante. Lo sport paralimpico sta cambiando l’Italia. E’ un messaggio profondo e intenso da parte di questi atleti. Non esiste la perfezione”. Le testimonianze di questi militari ci dicono che “tutti i limiti sono superabili”.

Il generale Graziano ha ringraziato il ministro per il lavoro che sta facendo, perché il GSPD è un segno di sensibilità del nostro Paese, ma anche nei confronti degli Stati che non hanno questa cultura. “Per me non è tanto un riconoscimento dovuto dalla Patria – ha sottolineato Graziano – ma un riconoscimento di civiltà. La diversa abilità non è un limite, ma un valore aggiunto“. “I valori sportivi e militari sono molto simili e i nostri atleti del Gruppo sportivo paralimpico li esprimono al meglio”, ha aggiunto.

Lo sport è la luce in fondo al tunnel, può dare una seconda possibilità – ha affermato Pancalli, che rivolgendosi agli atleti ha detto: “Fate brillare il nostro Paese, per il messaggio di civiltà che portate, per il vostro valore di uomini, di militari e di atleti, siete un pezzo di welfare fondamentale”.

“In questo volume c’è la storia di uomini e donne che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo. Lo sport supera le diversità unisce ed include” ha commentato il capitano del Gspd Gianfranco Paglia, l’ufficiale della Folgore medaglia d’oro al valor militare, rimasto gravemente ferito 25 anni fa a Mogadiscio, nella ‘battaglia del pastificio’.

Quelle raccontate da Bellucci sono le storie di uomini e le donne rimasti feriti in servizio, che non solo non si sono persi mai d’animo, ma hanno continuato a rendere grande l’orgoglio della nostra Italia. 41 militari che in tre anni hanno già riscritto un nuovo capitolo della loro vita: la rivincita. “Hanno toccato il fondo ma sono riemersi. L’attaccamento alla divisa ha dato loro una spinta in più” ha sottolineato l’autrice del volume. Foto Ansa.