Poesia, 47 liriche di Benedetta Germolé: le emozioni nei versi sono di una donna di 20 anni

di Sergio Carli
Pubblicato il 16 luglio 2018 6:28 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2018 12:44
Poesia, 47 liriche di Benedetta Germolé: quando i versi sono di una donna di 20 anni

Poesia, 47 liriche di Benedetta Germolén (nella foto): le emozioni nei versi sono di una donna di 20 anni

Poesia, la più antica forma di letteratura. Forse la più immediata con cui esprimersi, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] forse la più difficile dopo i precedenti accumulati in almeno 5 mila anni. Fa impressione e dà emozione leggere i versi che sono di un giovane.

Benedetta Germolé si è cimentata, con una raccolta di 47 poesie all’età di 21 anni. Piena maturità per una donna una volta, confine fra l’adolescenza e la vita adulta con i tempi dilatati di oggi.

L’effetto è avvolgente e coinvolgente. Al giovane di ieri i versi di Benedetta Germolé fanno rivivere sensazioni dimenticate, quella aggressiva curiosità all’affacciarsi sul mondo. Un mondo che c’è da quasi sempre e ci sarà ben oltre e che tu invece pensi sia lì per te, sia nato con te, senza passato, solo avvenire.

Oggi a 20 anni sono ragazzi, una volta erano buoni per morire in guerra o di parto. Ma la molla della vita non si fa ingabbiare dalle convenienze:

“Non si può smettere di suonare”.

Il mondo è cambiato, il mondo è andato avanti e è diverso ma noi siamo sempre gli stessi. Affiora il pessimismo cosmico che ha travagliato tanti adolescenti: l'”Amaro e noia la vita […] e fango il mondo” di Leopardi si addolcisce nel timore femminile:

“Asciugami il viso ora/ prima che sia troppo tardi/ e tutto ci crolli addosso/ soffocandoci”.

Siamo sulla soglia della vita vera, dura, che non perdona. E il poeta invoca:

“Lasciamoci guidare/ ancora un po’/ dalla bellezza di essere/ piccoli”.

E poi la scoperta dei primi viaggi da adulta:

“C’erano raggi/ di Sole fresco, nuovo,/ in quella valle/ mai vista prima./ Troppe cose avrei detto/ fra passi affannati/ se solo il silenzio/ non avesse parlato/ per me”.

Viene un brivido leggendo questi versi:

“Cerco i gesti/ tra la polvere di città,/ mentre mi perdo/ tra sinfonie/ di parole perdute/ che raccontano la storia/ della mia umanità./ Io così taccio/ mentre il vento mi parla./ E mi parla/ di chi ero./ Chi sono lo porta via/ il freddo dell’inverno”.

Verranno i giorni delle amare certezze. La forza della gioventù è la speranza. Così è il Promesse, così è in risata.

Per ora ci uniscono solo le sue prime, le nostre tante pene d’amore. È solo l’inizio. Ma anche questo, per un giovane, è un assoluto.