La “rabbia debole” della generazione “post-ottimista”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Gennaio 2013 7:30 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2013 20:24
La "rabbia debole" della generazione "post-ottimista"

“Piangete pure”: la copertina del saggio di Meredith Haaf

“La saggissima Meredith descrive la generazione nata fra gli anni Ottanta e il Duemila. “Post-ottimista”, dice. Fragile, rassegnata, indifesa. Malata di una rabbia debole, la rabbia schiumosa e inutile dei “mi piace” su Facebook. Incapace di partecipare alla vita pubblica perché convinta di farlo dal computer di casa, e soprattutto ossessionata da proprio profilo. Istruita fin dall’asilo a comunicare correttamente le proprie caratteristiche, premiata per l’originalità delle opinioni assai più di rado per l’incidenza delle azioni, dissuasa dal conflitto, educata alla mediazione, istruita al pragmatismo che è il contrario dell’utopia, dunque nemica delle passioni tra le quali si annoverano lo sdegno e l’ira, cresciuta con le tariffe “io e te” nell’amore su schermo a distanza, estranea alla rabbia giusta, quella che dalla notte dei tempi – dalla cacciata di Adamo ed Eva fino alle rivoluzioni di piazza contro le odierne tirannie – sana l’ingiusto, o prova a farlo.

Convinta di esserci quando si limita ad approvare, o a rimuovere: “nascondi”, dice il tasto con cui disapprovi o non partecipi on line. Nascondi, rimuovi alla vista. Indirizzata a studiare “scienza della comunicazione”, facoltà che illustra i metodi più efficaci per la diffusione della parola, per la formazione di un curriculum dotato di fotogallery, possibilmente di video da scaricarsi su Youtube. Sostanzialmente inerte, troppo veloce per trattenere alcunché, non solidale né responsabile giacché entrambe le categorie prevedono una condivisione di fini che laddove il fine è impercettibile – irraggiungibile, utopistico, chimerico – si risolve in uno spreco di energia”.

Concita de Gregorio in “Io vi maledico” (Einaudi) cita “Piangete Pure”, saggio della studiosa tedesca Meredith Haaf (29 anni). Titolo originale “Heult doch: Über eine Generation und ihre Luxusprobleme”, edizioni Piper Verlag Gmbh, ottobre 2011