Resistere ad Equitalia si può. I trucchi per evitare le stangate del Fisco

Pubblicato il 11 Gennaio 2012 9:56 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2012 10:29

ROMA – Come Resistere ad Equitalia? Non è una provocazione ma il titolo di un libro scritto dalla giornalista Elena G.Polidori che fa il punto sulle centinaia di storie dei tartassati del Fisco. Vittime degli esattori e indirettamente degli evasori. Grazie al nuovo elenco di armi messe a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, infatti, il braccio operativo del fisco si è trasformato in una macchina da guerra che si abbatte sui piccoli contribuenti divenendo così il loro peggiore incubo anziché garantire un servizio ai cittadini. Questo il punto di vista del libro, edito da Aliberti editore, che si propone di offrire alcuni consigli di autodifesa legale dalla scure del Fisco.

Trentamila accertamenti sintetici, un milione e 60 mila preavvisi di fermo, 557 mila fermi, 135 mila ipoteche che si aggiungono alle 450 mila ancora in corso, 11 mila pignoramenti immobiliari, sono i numeri dell’evasione italiana, secondo gli ultimi dati disponibili della riscossione per l’anno 2010.

Il vademecum di Elena Polidori narra storie di appartamenti pignorati all’insaputa dei proprietari perché la società, peraltro, sostiene di non avere l’obbligo di comunicazione. Ci sono casi di persone che hanno subito il pignoramento della casa per via di debiti assolutamente irrisori. Sebbene nel 2010 la Cassazione abbia stabilito l’impossibilità di procedere a pignoramenti per somme inferiori agli 8000 euro. Ecco in sintesi alcune strategie di base contenute nel manuale:

Cartelle esattoriali e accertamenti esecutivi. Quanto arrivano a casa bisogna per prima cosa chiedere la sospensione che può avvenire per via giudiziale,a mministrativa e in alcuni casi dall’agente della riscossione.

Autotutela. Nel caso di cartelle pazze procedere immediatamente con un’istanza di autotutela che non sospende i termini per il ricorso: se non interviene lo sgravio della cartella entro 30 giorni, occorre procedere con il ricorso in commissione tributaria per evitare che il titolo diventi definitivo.

Ipoteca sulla prima casa. Se il debito è inferiore a 20.000 euro, l’immobile è adibito a prima casa. Se la somma è contestata in giudizio, non può essere iscritta ipoteca. Se è in corso un’esecuzione possono essere usate solo le normali procedure di opposizione, ma che difficilmente portano alla sospensione della vendita.

Centrale rischi. Dal 1 ottobre 2011, nel termine di 60 giorni dalla notifica senza opposizione e degli ulteriori 180 giorni prima dell’esecuzione forzata, non si esclude che si possa comunque iscrivere ipoteca con comunicazione alla Centrale rischi della Banca d’Italia, con evidenti conseguenze pregiudizievoli per gli imprenditori che hanno degli affidamenti in corso con gli istituti di credito.

Enti locali. Dal 1 gennaio 2012 sono gli stessi Comuni a procedere alla riscossione delle loro entrate tributarie e patrimoniali. I Comuni potranno procedere mediante riscossione spontanea e riscossione coattiva.

Ganasce fiscali. La Legge n. 106/2011 introduce una novità sull’esonero del contribuente dalle spese di cancellazione del fermo. L’articolo 7, comma 2, lettera gg-octies della Legge n. 106/2011, infatti, prevede che “in caso di cancellazione del fermo amministrativo iscritto sui beni mobili il debitore non è tenuto al pagamento di spese né all’agente della riscossione né al pubblico registro automobilistico gestito dall’Automobile Club d’Italia”.