Roma, “Come eravamo”: oggi la presentazione del nuovo libro fotografico sul Trieste-Salario

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2019 11:02 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2019 11:07
Come eravamo Trieste-Salario 1860-1950

“Come eravamo Trieste-Salario 1860-1950”

ROMA – Novanta anni di storia del quartiere romano del Trieste-Salario raccontata attraverso le foto in “Come eravamo Trieste-Salario 1860-1950”. Il libro verrà presentato oggi, giovedì 12 dicembre, alle ore 18,30 alla libreria Eli di viale Somalia. L’ingresso è libero. 

La prima foto è delle truppe pontificie schierate a Villa Borghese, anno 1860. L’ultima foto è dei primi anni ’50, quando la ricostruzione cercava di far dimenticare le terribili sofferenze della Seconda guerra mondiale. Attraverso le foto dei suoi abitanti, il libro edito da Typimedia vuole raccontare la fondazione del quartiere e le famiglie che lo hanno abitato, poi le guerre e la sua ricostruzione.

Alla presentazione parteciperanno il Presidente delle Botteghe Storiche di Roma Giulio Anticoli, la presidente della Commisione Lavori pubblici II Muncipio Valentina Caracciolo, la storica dell’arte e curatrice delle “Meraviglie di Roma” Martina Gatti, il vicepresidente Circolo “Fratelli Rosselli” Giorgio Panizzi, il curatore del volume Antonio Tiso e l’editore di Typimedia Luigi Carletti. Modera il tutto il giornalista de La Repubblica Carlo Picozza. Appuntamento ore 18,30 alla libreria Eli di viale Somalia 50A.

Come racconta Wikipedia, la prima urbanizzazione del territorio (piuttosto esteso ed oggi diviso in vari quartieri ndr) avvenne con il piano urbanistico del 1909 dell’architetto Edmondo Sanjust di Teulada. Il quartiere nacque ufficialmente nel 1926 con il nome Savoia, per via della vicina residenza reale (oggi Villa Ada); l’evento viene ricordato da una targa commemorativa oggi in via Topino, nei pressi di piazza Verbano.

Nei primi trent’anni del secolo la zona mantenne la destinazione a edilizia residenziale di qualità, se non di lusso: è il periodo dei “villini” e del Quartiere Coppedè.

Negli anni trenta comincia invece l’urbanizzazione intensiva: grandi condomini non privi di pretese vennero costruiti sulle aree di ville lottizzate per questo scopo, come Villa Lancellotti e Villa Chigi (della quale resta oggi un parco pubblico ed una residenza privata): abitazioni destinate agli impiegati statali o edificazioni concesse a cooperative (ad esempio quella dei ferrovieri costituì l’area vicina a piazza Crati). Fra il 1924 ed il 1930 viene costruito il Parco Virgiliano (o Parco Nemorense), ideato come polmone verde per un quartiere ornai intensivo dall’architetto Raffaele De Vico, e inaugurato nel 1936 in occasione del bimillenario virgiliano.

In seguito alla nascita della Repubblica, nel 1946 il quartiere assunse il nome attuale, dall’omonimo corso che ne costituisce la via principale. L’area est del quartiere è nota invece come Quartiere Africano per la presenza dei nomi delle vie relativi alle colonie del Regno d’Italia.

Come eravamo Trieste-Salario 1860-1950

“Come eravamo Trieste-Salario 1860-1950”