Salone del libro di Torino, anticipo virtuale: resoconto di 4 giorni intensi

di Emiliano Chirchietti
Pubblicato il 20 Maggio 2020 11:13 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2020 11:13
Salone del libro di Torino, anticipo virtuale: resoconto di 4 giorni intensi

Salone del libro di Torino, anticipo virtuale: resoconto di 4 giorni intensi

ROMA – Dal 14 al 17 Maggio è andato in scena, o meglio, in rete, il Salone Extra, una versione ibrida del Salone Internazionale del Libro di Torino. Quattro giorni di cultura, 60 incontri e ben 140 ospiti da tutto il mondo.

Ovviamente online o quasi: siti internet, social. Ma anche radio, e librerie, più di 100, che hanno dedicato vetrine e spazi a questo evento culturale, un ipotetico grande palcoscenico. Ha ospitato riflessioni, libri, storie, dibattiti, e tanta voglia di condividere un’esperienza positiva nonostante l’emergenza sanitaria.

Forse l’edizione abituale del Salone, quella al Lingotto Fiere di Torino, potrà essere celebrata, pandemia permettendo, nell’autunno. Ma il popolo del libro ha potuto godere ugualmente, grazie alla felice intuizione del direttore Nicola Lagioia e seppur in forma diversa dal solito, di un momento denso di significato.

Quasi a voler sostenere le ragioni di una ripartenza che deve essere anche culturale e di tutela per una filiera, quella del libro, fondamentale ma terribilmente fragile.

“Clicca su play per vedere gli incontri in diretta” c’era scritto nel sito del Salone del Libro. E così è stato: un semplice clic e giovedì 14, alle ore 19, dalla Mole Antonelliana di Torino, ha preso il via questa strana edizione del Salone. Con la lectio del professore Alessandro Barbero sulla capacità di reazione dell’umanità davanti alle catastrofi.

Comunque la si pensi, è prematuro riflettere su questa versione virtuale del Salone. Ovviamente – ed è pure retorico scriverlo – non può sostituire quella reale. Di certo però, consegna nelle mani del direttore del Salone, molto materiale da valutare, capire ed eventualmente modellare.

Rimandiamo quindi il grosso della riflessione al dibattito. Sicuramente si aprirà nei prossimi giorni sul futuro del Salone. Concentriamoci invece sui contenuti che hanno caratterizzato questa edizione, su ciò che è stato detto ed approfondito.

Il livello è stato molto alto, ma non poteva essere altrimenti. Il Salone del Libro è diventato ormai appuntamento internazionale. Imprescindibile per appassionati, scrittori ed addetti ai lavori. Spazio che  garantisce produzione culturale di profilo elevato.

Iniziamo con il dire che sono stati quattro giorni molto intensi. Un programma serrato di contributi, le voci più autorevoli del nostro tempo che non si sono risparmiate di enunciare concetti e visioni.

Dopo l’apertura di giovedì 14 con la lezione del professor Barbero non c’è stato più tempo per rifiatare.

Venerdì 15, seconda giornata.

Alle 09.30 Samantha Cristoforetti ha dialogato con la giornalista Valeria Parella sul tema “Le città invisibili”. Calvino come pretesto per intavolare una discussione sulla percezione del mondo visto dallo spazio.

Poi lo scrittore indiano Amitav Ghosh, sulle questioni climatiche. David Quammen, autore del libro “Spillover” che nel 2012 predisse il Covid-19. André Aciman, scrittore egiziano tra i più amati dalle nuove generazioni.

Dalla Spagna è intervenuto lo scrittore Javier Cercas, che ha parlato di paura ed incertezza, del rischio che la pandemia favorisca il ritorno dei nazionalismi e dell’urgenza di ritrovare un’Europa solidale e giusta. Poi Ernesto Ferrero ed il professore Giovanni Solimine, sul futuro dei festival librari. Walter Siti invece su Proust e “Alla ricerca del tempo perduto”.

Interessante anche il dialogo tra Fabrizio Barca e Roberta Carlini sugli scenari di crisi che si stanno delineando all’orizzonte e sulle scelte che la politica dovrà fare.

La scrittrice francese Annie Ernaux ha parlato del suo ultimo libro. Vinicio Capossela è stato intervistato da Nicola Lagioia. Dacia Maraini su solidarietà e libertà. E  Francesco Piccolo con la lettura di un suo breve testo.

Sabato 16, terza giornata.

Il Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz è intervenuto parlando del mondo che verrà e delle ragioni per un nuovo “contratto sociale”. L’autrice Stefania Auci ha letto alcune pagine inedite del secondo volume della saga “I leoni di Sicilia”. Il filosofo Luciano Floridi, docente ad Oxford, nel suo contributo ha ragionato di politica, ambiente e nuove tecnologie.

Ed ancora: Lilli Gruber e Barbara Stefanelli sulle donne. Il biologo Jared Diamond, autore di “Armi, acciaio e malattie”, su come rinasce una nazione dopo una profonda crisi.

Sempre sabato, a sessant’anni dalla sua scomparsa, c’è stato spazio anche per un omaggio a Albert Camus con Paolo Flores d’Arcais che ha ricordato il grande intellettuale francese insieme con la figlia Catherine Camus.

A seguire Massimo Carlotto, Maurizio Di Giovanni, Roberto Galasso e Tim Parks sulla bibbia. L’atteso Salman Rushdie di “I versi satanici” sul labile confine tra realtà e finzione. Linus, il Premio Strega Paolo Cognetti, e Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, con il racconto del suo viaggio dal Cile all’Argentina in bicicletta.

Ad Antonio Manzini invece, il momento più emozionante di tutta l’edizione: la lettura del primo capitolo di “Riccardino”, l’ultimo libro di Montalbano scritto da Andrea Camilleri. Presto sarà in tutte le librerie per la casa editrice Sellerio. 

Domenica 17, quarta ed ultima giornata.

Il gran finale: si comincia alle 18 e si prosegue fin oltre le 23.

Alla musica il compito di aprire il sipario: Fabrizio Bosso, tra i più importanti esponenti del panorama jazz italiano, ha emozionato con la sua tromba.

Emozionante anche la lezione di Padre Enzo Bianchi che ha riflettuto sul senso delle parole pronunciate da Papa Francesco nella preghiera per la fine della pandemia in una piazza San Pietro deserta e piovosa.

Paolo Giordano, intervistato da Nicola Lagioia, ha parlato di pandemia; Levante invece ha cantato due brani; il fisico Carlo Rovelli ha dialogato con il giornalista Massimo Gramellini sulla fragilità collettiva ed individuale; le scrittrici Silvia Avallone e Teresa Ciabatti, il fumettista Zerocalcare, l’attrice Jasmine Trinca e l’attore di teatro Fabrizio Gifuni.

E poi, non poteva mancare Alessandro Baricco, con una lucida analisi sul come le nuove generazioni nativo digitali percepiscono ed affrontano la pandemia tra tecnologia e speranza per il futuro.   

Ultimo degli interventi Roberto Saviano da New York: criminalità e pandemia, ma anche perdita dei diritti, sicurezza biologica e società civile.
Bene. Ovviamente questa è una sintesi, nella quale non hanno trovato spazio molti altri interventi che si sono succeduti nei quattro giorni.

Il Salone Extra è stato definito “il prototipo di un modello nuovo”; sicuramente un successo – si parla di un pubblico che ha quasi raggiunto i 5 milioni -, e soprattutto la dimostrazione che è arrivato il tempo di aprire un grande dibattito, che coinvolga tutta la filiera del libro, lettori compresi, e che sia capace di sprigionare idee nuove per un format che guarda al futuro.

Il Salone del Libro di Torino, e lo ribadiamo, deve continuare ad essere celebrato al Lingotto Fiere, ma questa edizione dimostra che un altro modo di fare è possibile; magari integrando tra di loro le due versioni, reale e virtuale, che possono ben coesistere senza che l’una danneggi l’altra. Vedremo.

Di certo c’è che il direttore Nicola Lagioia, ed il gruppo di lavoro che lo sostiene, hanno vinto questa prima sfida: in soli quindici giorni sono stati capaci di costruire un’edizione molto apprezzata, coraggiosa e creativa; la voglia di esserci nonostante tutto, di ripartire, un gesto di testimonianza e solidarietà dedicato alla vittime del Covid-19 ed al personale medico impegnato in prima linea. Bravi.