Salvatore Mannuzzu è morto. Fu magistrato, politico e scrittore

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2019 15:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2019 15:58
Salvatore Mannuzzu

Salvatore Mannuzzu (Foto Ansa)

SASSARI – È morto a Sassari Salvatore Mannuzzu, magistrato, politico e scrittore. Nato il 7 marzo 1930, aveva vinto il Premio Viareggio e il Premio Dessì con il suo romanzo più celebre, Procedura. Aveva 89 anni. Nel 2016 aveva perso la figlia Lidia Maria, biologa e fisiologa morta a 58 anni per un’embolia polmonare, e anche la moglie Nannetta.

Mannuzzu era stato anche parlamentare, eletto alla Camera nelle liste del Partito comunista italiano per tre legislature, dal 1976 al 1987. Nel 1992 con La figlia perduta è arrivato terzo al premio Strega. Il suo ultimo romanzo, pubblicato nel 2013 da Einaudi, è Snuff o l’arte di morire. 

Tra il 2010 e il 2013 aveva tenuto una rubrica quotidiana sulla prima pagina di Avvenire, un diario diventato un libro, Testamenti, pubblicato da Il Maestrale e dalle Edizioni dell’Asino. Mannuzzu era stato anche vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna.

Da Procedura era stato tratto il film Un delitto impossibile, girato nel 2000 dal regista Antonello Grimaldi, con un cast di grandi attori italiani: Carlo Cecchi, Lino Capolicchio, Ivano Marescotti e la spagnola Angela Molino nei panni della protagonista femminile.

Nel settembre 2013 il comune di Stintino (Sassari) aveva assegnato a Mannuzzu il riconoscimento di Stintinese Doc, assegnato ogni anno a chi ha portato lustro al paese promuovendone le bellezze anche al di fuori della Sardegna.

“Lo ricordiamo come uno di noi, un cittadino stintinese, uno tra i più importanti autori contemporanei”, dice il sindaco di Stintino, Antonio Diana, che sei anni conferì il premio allo scrittore. “Dalle sue storie, come Un morso di formica e Il terzo suono, traspariva una innegabile ambientazione stintinese”.  

Fonte: Agi