Scalfari “Barbapapà” e la saga di Repubblica: l’ultimo libro di Giampaolo Pansa

Pubblicato il 7 Febbraio 2013 15:08 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2013 15:08
Scalfari "Barbapapà" e la saga di Repubblica: l'ultimo libro di Giampaolo Pansa

Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica (Foto Lapresse)

ROMA – “La Repubblica di Barbapapà. Storia irriverente di un partito invisibile”: uscirà il 13 febbraio l’ultimo libro di Giampaolo Pansa. Un libro in cui si il giornalista, oggi firma di Libero, ripercorre gli anni passati nel Gruppo Repubblica-L’espresso. Il racconto vede protagonista anche il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, “Barpapà”, come veniva chiamato a Repubblica, con un misto di affetto e ammirazione.

A Repubblica Scalfari, soprannominato “Il Costruttore”, è il principale componente della “Triade” che ha fondato il giornalismo di sinistra. Gli altri componenti sono Carlo De Benedetti, “Il Compratore”, ed Ezio Mauro, “Il Continuatore”.

Ecco alcuni brani dell’introduzione, ripresi dal quotidiano Libero.

 “Esistono tanti modi per narrare la storia di una nazione. Uno di questi è iniziare a osservarla da un posto di vedetta speciale: i grandi giornali quotidiani. Sappiamo che non sempre raccontano la verità. E di solito gli storici accademici li considerano fonti di dubbio valore, da verificare con scrupolo diffidente.

“Tuttavia la stampa riflette di continuo i caratteri della società cui si rivolge (…). Però la carta stampata testimonia anche le qualità e i difetti dell’ambiente che la produce e la consuma (…). Quando un paese si sviluppa e si rafforza, ha giornali e giornalisti che crescono insieme a lui. Quando un paese declina e s’indebolisce, anche al stampa perde energia e rischia di essere inutile (…).

“I decenni dal 1976 in poi, nel passaggio tra la prima e la seconda fase della vicenda italiana del dopoguerra, hanno avuto come testimone un quotidiano che prima non esisteva: Repubblica (…). Anno dopo anno, Repubblica si è mutata in un potere invisibile e non sempre positivo. In grado di influenzare partiti, governi, conflitti economici, mode culturali e comportamenti di massa.

“Oggi anche Repubblica risente della crisi che prende tutti alla gola, eppure resiste e continua a imporsi. Rievocarne le vicende e le figure dei protagonisti aiuta a decifrare quanto è accaduto a noi semplici uomini della strada (…). Nasce così questo racconto che vede muoversi sulla scena una folla di personaggi, ma si regge soprattutto su tre figure: il Costruttore, il Compratore e il Continuatore. Sono persone vere, legate in modo tanto stretto da formare una triade (…).

“Il Costruttore è Eugenio Scalfari, il più anziano e famoso tra i giornalisti italiani ancora in attività. In aprile compirà 89 anni, ma l’età non gli impedisce di scrivere, ingaggiare polemiche, combattere con le parole e le idee. Ho lavorato accanto a lui per poco meno di un quindicennio e da parecchio tempo ci siamo persi di vista. Ma qualche mese fa mi è capitato di vederlo per caso, da lontano (…). Mi è parso un gran signore, meraviglioso a vedersi (…). Confesso di aver provato qualche istante di commozione mista al rimpianto. E’ stato quando ho notato al sua barba, candida e ben curata. In quel momento mi sono rammentato che a Repubblica lo chiamavamo Barbapapà, come un personaggio dei fumetti. In quel soprannome c’era molto rispetto e anche ammirazione. Senza Barbapapà, e senza il suo gemello Carlo Caracciolo, scomparso nel dicembre 2008, Repubblica non sarebbe mai nata. E la politica italiana avrebbe avuto un corso diverso”.