Usa. Ha un nome schiava nera autrice di romanzo su vita nel profondo sud

Pubblicato il 25 settembre 2013 17:51 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 17:51
Schiavi in una piantagione del sud

Schiavi in una piantagione del sud

NEW YORK, STATI UNITI – Svelato il giallo di un caso letterario: ha finalmente un nome l’anonima autrice del romanzo di una schiava scritto negli anni della “Capanna dello Zio Tom” di Harriet Beecher Stowe. Nel 2002 il più antico manoscritto attribuito a una donna afro-americana divenne un bestseller, elogiato per la sua descrizione drammatica della vita nel Profondo Sud attraverso gli occhi colti e raffinati di una serva.

Oggi un professore della South Carolina ha identificato la misteriosa scrittrice in Hanna Bond, serva nella piantagione di John Hill Wheeler, ardente schiavista e parlamentare della North Carolina. The ‘Bondwoman Narrative’, 300 pagine scoperte e acquistate dal decano degli studi afro-americani di Harvard Henry Louis Gates, e firmato Hanna Crafts. Data del manoscritto, confermata dalle analisi sulla carta e sull’inchiostro: 1855, tre anni dopo il romanzo di  Beecher Stowe.

Mesi di ricerche non erano pero’ serviti a Gates a far luce sull’autrice del testo che racconta la storia della fuga e dell’emancipazione di una schiava domestica: “Vi chiedo aiuto”, aveva dunque scritto il luminare nella prefazione che accompagna il volume edito da Warner Books: “Chissà se vostra nonna vi ha mai parlato di una bisnonna che fu un tempo schiava, fuggì e scrisse un romanzo?”. Adesso Gregg Hecimovich, studioso di letteratura vittoriana alla Winthrop University, ha fatto luce non solo sull’autrice ma anche su uno dei misteri centrali al romanzo. Come cioè una schiava con limitato accesso alla letteratura fosse fortemente influenzata dai giganti del tempo come “Rob Roy” di Walter Scott, “Casa Desolata” di Dickens e “Jane Eyre” di Charlotte Bronte.

L’influenza di Dickens sarebbe spiegabile con il fatto che nella piantagione di Wheeler venivano regolarmente a pensione le ragazzine di una vicina scuola femminile il cui piano di studi prevedeva di impararne i romanzi a memoria. Hanna Bond, segretamente componendo il suo capolavoro, ne avrebbe ascoltate la recitazione o trafugato una copia del libro per leggerlo. “Bondwoman’s Narrative” racconta la storia di una schiava che fugge vestita da uomo in cerca della liberta’ nel Nord quando il padrone si fidanza con una donna che ha un tragico segreto.

Inseguita dai cacciatori di schiavi, imprigionata da un misterioso e crudele rapitore, salvata da compassionevoli estranei e costretta a servire una nuova e durissima padrona, la giovane riesce finalmente a raggiungere la liberta’ nel New Jersey. ”E’ una lettura appassionante. E’ come leggere dietro le spalle di una schiava in fuga”, ha detto Gates, che ha  dato alle stampe il manoscritto senza modifiche, errori di ortografia e parole cancellate comprese. Lo studioso di Harvard, che aveva pagato il manoscritto 8.500 dollari, si è rifatto vendendo i diritti tv alla Hbo.