Manovra

La manovra verso la fiducia: 600 emendamenti ma blindata

Gioacchino Alfano

La manovra approda in Aula alla Camera con un ‘carico’ di 600 emendamenti di tutti i gruppi ma già blindata. L’opposizione prova ad allungare i tempi iscrivendosi in massa a parlare, ma è praticamente scontato che domani venga votato il ‘taglio’ della discussione per consentire al governo di chiedere la fiducia probabilmente intorno all’ora di pranzo dopo il voto delle pregiudiziali.

Il provvedimento, d’altra parte, scade il 30 luglio e non sono quindi possibili modifiche. Certo, sottolinea il relatore del decreto Gioacchino Alfano, ”in commissione abbiamo esaminato il provvedimento consapevoli della necessità di convertirlo in limiti stretti, tuttavia è stato un esame non inutile, grazie anche alla collaborazione dell’opposizione. C’è stato un dibattito ampio”. La prossima volta, è però il suo rammarico, è ”auspicabile” che, anche attraverso interventi sui regolamenti delle Camere, ci sia l’esame ”di entrambi i rami del Parlamento”. Si tratta, comunque, sottolinea l’esponente del Pdl, di un intervento ”necessario per la messa in sicurezza dei nostri conti e per evitare fenomeni speculativi che si sono verificati in altri Paesi”.

Ci sono stati tagli, ammette il ministro dell’Interno Roberto Maroni ma, spiega rassicurando le forze dell’ordine che hanno più volte protestato contro il testo del governo, ”l’anno prossimo il ministero avrà più risorse nonostante i tagli e il sistema per la sicurezza non solo verrà mantenuto ma anche rafforzato grazie a 2 miliardi di euro provenienti dai conti bancari sequestrati alle organizzazioni criminali”.

Ma non è solo il comparto della sicurezza a protestare: restano sulle barricate i coltivatori ‘beffati’ dal rinvio dei pagamenti delle multe latte e soprattutto i diplomatici che oggi incrociano le braccia con uno sciopero dall’altissima adesione che, secondo il sindacato di categoria delle ‘feluche’, ha sfiorato il 90%.

L’opposizione alza la voce contro una manovra ”inadeguata” ad affrontare la crisi economica. Il 28 e il 29 luglio l’Italia dei Valori annuncia che sarà in piazza Montecitorio accanto al Popolo Viola e con Cgil ed Fnsi contro la manovra e il disegno di legge anti-intercettazioni.”Continueremo a batterci dentro e fuori il Parlamento – dice il portavoce del partito di Di Pietro Leoluca Orlando – per ribadire il nostro ‘no’ convinto ad una manovra che premia gli evasori e i furbetti del quartierino e pesa sulle spalle dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione”.

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