Apocalisse del Web? 300 mila pc a rischio, ma è solo la “pulizia” dell’Fbi

Pubblicato il 9 luglio 2012 9:12 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 9:23
apocalisse internet il 9 luglio 2012

Il sito messo a disposizione dall’Fbi (foto Lapresse)

WASHINGTON – L’avevano chiamata “Apocalisse del Web”, in realtà si tratta solo di un sistema che dovrebbe servire a “pulire” centinaia di migliaia di computer infettati da un virus. I giornali americani, a partire dal Washington Post, avevano parlato di “Internet doomsday“, ossia il giorno del giudizio.

Invece si tratta solo di una procedura di prevenzione messa in atto dall’Fbi: l’allerta riguarda i pc infettati dal virus “DNSChanger”, collegati al web grazie ad un server temporaneo e “pulito” messo a disposizione dall’Fbi che viene spento definitivamente proprio il 9 luglio.

DNSCharger è un malware, cioè un file infetto creato appositamente per danneggiare computer oppure interi sistemi informatici: per farlo, il malware reindirizza gli utenti verso siti dannosi.

In particolare, DNSChanger colpisce il traffico Internet attraverso i Dns, il servizio che converte i nomi dei siti web in indirizzi Ip e viceversa, dirottando così il traffico verso siti illegali per truffare gli utenti, soprattutto rubando dati bancari.

A fine 2011 l’Fbi ha sgominato una banda di cybercriminali che lo usava (formata da un russo e sei estoni) incolpata di aver infettato e rubato dati di quattro milioni di computer nel mondo. Dopo la cattura, l’Fbi ha messo a disposizione degli utenti colpiti dal malware un server “ponte” per andare sul web in sicurezza, grazie ad un contratto con l’Internet Systems Consortium.

Secondo i dati dell’Fbi, sono circa 300 mila i pc ancora infettati nel mondo: alcuni siti parlano di 277 mila, di cui 69 mila negli Stati Uniti e 26.500 in Italia. Per fare un check-up del proprio computer, basta andare sia sul sito del DNSChanger Working Group (www.dcwg.org). Una volta entrati si clicca sul paese d’interesse e si aspetta il controllo del computer. Se risulta infettato, lo stesso sito mette a disposizione una serie di strumenti per risolvere il problema (backup e scansione antivirus) in modo da scongiurare il blackout.