Agcom, multa da 1,5 mln alla Rai per mancanza pluralismo. L’elenco delle violazioni contestate

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2020 23:21 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2020 23:21
Agcom, multa da 1,5 mln alla Rai

Agcom, multa da 1,5 mln alla Rai (foto Ansa)

ROMA – Nel giorno in cui l’Agcom pubblica le motivazioni che hanno portato alla multa di 1,5 milioni di euro nei confronti della Rai, elencando una lunga serie di episodi valutati come violazioni del pluralismo, Viale Mazzini decide di replicare con fermezza.

“L’azienda considera i rilievi completamente infondati e gravemente lesivi della propria libertà editoriale e d’impresa – scrive in una nota -, e sta di conseguenza valutando tutte le opportune iniziative da assumere”.

Nel provvedimento l’Agcom cita diversi casi riguardanti il Tg2, ma anche il Tgr Emilia Romagna 8a proposito di un servizio sui nostalgici fascisti a Predappio ndr) e programmi come #Cartabianca, L’approdo, Realiti, La vita in diretta e Unomattina, oltre al Festival di Sanremo per carenze nella “rappresentazione dell’immagine femminile”. “Singoli episodi non confrontabili tra loro” e “accostati in modo arbitrario e confuso in termini sia di contenuto sia cronologici”, secondo la Rai, che vede una violazione “del diritto costituzionalmente garantito di libera manifestazione del pensiero”.

L’intervento arriva a poche ore dal discorso in cui l’ad Fabrizio Salini ha provato a serrare i ranghi in cda, chiedendo la collaborazione e il sostegno da parte da tutti i soggetti aziendali. Il manager, pur ammettendo difficoltà e non nascondendo errori, ha elencato i successi ottenuti, sottolineando che i problemi sono legati soprattutto a una narrazione negativa. Una tesi non condivisa dalla consigliera, Rita Borioni, che ha lasciato la riunione in polemica dopo essere stata più volte interrotta.

“Credo che ci sia una montagna di problemi che, se non si affronta la realtà, non verranno mai risolti – ha spiegato poi all’Ansa -. Di fronte alle critiche non ci si può solo offendere”. L’insofferenza di Borioni è la stessa del Partito Democratico nei confronti dell’amministratore delegato, che – come spiegano fonti del Nazareno – continua a fare finta di nulla anche di fronte alle motivazioni dell’Agcom, sembrando un marziano. “Le motivazioni con cui l’Agcom – sottolinea, invece, la Lega -, ha multato la Rai, ipotizzando addirittura il danno erariale, sono una barzelletta che non fa ridere”.

Il Movimento 5 Stelle stigmatizza lo scarso spazio concesso alla loro forza politica alla tv pubblica, invitando l’ad a intervenire. Nel cda c’è stata polemica anche sulla nomina di Annalisa Bruchi a segretario generale del Prix Italia. “Reputo fortemente offensivo l’atteggiamento del presidente e dell’amministratore delegato”, afferma il consigliere Riccardo Laganà, spiegando che “non si sono scusati con il cda per un atto che offende i 1700 giornalisti interni, molti dei quali sottoutilizzati”.

La nomina è stata difesa dall’altro consigliere Giampaolo Rossi, il quale ha detto di trovare assurdo che si attacchi la scelta di una persona che, pur non dipendente, da 23 anni lavora per la Rai. Laganà ha anche chiesto lumi sul numero di dipendenti presente a vario titolo a Sanremo e ha spiegato di ritenere grave che i dati sui costi del Festival non siano stati forniti ai consiglieri, ma solo al collegio sindacale. Nella riunione il presidente Marcello Foa ha, inoltre, criticato il fatto che nel giorno del ricordo delle foibe sia andato in onda il film La battaglia della Neretva, che esalta il genio militare di Tito.

Fonte: Ansa