Caso Sallusti, avviati i contatti per il ritiro della querela

Pubblicato il 23 settembre 2012 18:48 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2012 21:46
Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti (Lapresse)

ROMA – Gli avvocati del giornalista Alessandro Sallusti hanno avviato nei giorni scorsi i contatti per arrivare, dopo un risarcimento, al ritiro della querela del giudice Giuseppe Cocilovo. A meno di tre giorni alla data del suo possibile arresto, si intravede una luce in fondo al tunnel. Dopo l’interessamento anche del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, gli appelli si susseguono.

Dal pdl Alfredo Mantovano invoca un decreto legge, ”da varare entro martedì” mentre il governatore della Campania Stefano Caldoro chiede che ”si intervenga subito”. Dalla prima pagina del suo giornale parla anche Sallusti: ”Nessun giudice può mandare in carcere qualcuno per le sue idee”. La notizia che si sono avviati contatti tra gli avvocati arriva da Torino con Monica Senor, legale del magistrato – il giudice Giuseppe Cocilovo- che ha denunciato e fatto condannare Sallusti e il suo giornale.

I legali di Sallusti, riferisce all’Ansa l’avvocato Senor, hanno chiesto di quantificare una richiesta risarcitoria, e Cocilovo, tramite il suo avvocato, si è limitato a ribadire quanto proposto sin dal primo grado di giudizio. ”Il dottor Cocilovo non intende in alcun modo speculare sulla vicenda”, sottolinea l’avvocato Senor. Che precisa: il magistrato propone che, fermi restando i danni liquidati dalla Corte d’Appello di Milano, la somma sia devoluta alla onlus Save the children.

”A tutt’oggi non è ancora pervenuta alcuna risposta”. Le prossime ore saranno quindi decisive per vedere se e’ da un accordo che arrivera’ la soluzione della vicenda che mercoledì 26 arriverà al giudizio – solo formale – della Corte di Cassazione. Sallusti, che sarà a La7 ospite della trasmissione di Cristina Parodi, sembra voler combattere fino in fondo la sua battaglia per la libertà di opinione: ”Io sono disposto a pagare un equo indennizzo, ma non baratto la mia libertà – si legge nell’editoriale pubblicato oggi dal suo giornale – Per questo ho detto no a scorciatoie che i miei nuovi e bravissimi avvocati mi hanno proposto”.

Per lui, come per Giovanna Maglie, che firma un editoriale su Libero (‘Onorevoli sveglia, subito una legge sulla diffamazione’), la strada è quella di una correzione della norma.

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