“Nanorobots neurali” per collegare in tempo reale il corpo umano alla Rete

di Caterina Galloni
Pubblicato il 18 Aprile 2019 7:32 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2019 19:47
"Nanorobots neurali" per collegare in tempo reale il corpo umano alla Rete

“Nanorobots neurali” per collegare in tempo reale il corpo umano alla Rete

ROMA – La tecnologia futura potrebbe consentire un accesso immediato all’intelligenza artificiale del mondo attraverso il pensiero o a una domanda specifici: è quanto emerge da una ricerca frutto di una collaborazione internazionale dei ricercatori della UC  Berkeley e dell’Institute for Molecular Manufacturing statunitense. Robert Freitas Jr, scienziato delle nanotecnologie, sostiene che potrebbe essere ottenuto attraverso l’uso di “nanorobots neurali”, che impiantati nel corpo collegherebbero in tempo reale le persone alla rete.

“Questi dispositivi navigheranno il sistema vascolare umano, attraverseranno la barriera emato-encefalica e si posizioneranno precisamente all’interno delle cellule cerebrali”, ha spiegato Freitas. “Trasmetterebbero in modalità wireless le informazioni codificate da e verso una rete di supercomputer basata su cloud per il monitoraggio dello stato cerebrale in tempo reale e l’estrazione dei dati”, ottenendo informazioni in stile “Matrix”.

Secondo i ricercatori la tecnologia potrebbe anche permettere di creare un futuro “superbrain globale” che connetterebbe reti di cervelli umani e intelligenza artificiale per consentire il pensiero collettivo.

Un sistema sperimentale umano, il cosiddetto “BrainNet” è già stato testato, il che potrebbe aprire la strada agli esseri umani a uno scambio di informazioni direttamente tramite il cloud. Nuno Martins, della UC Berkeley, sostiene che il super brain potrebbe persino sfruttare la potenza di un numero qualsiasi di persone e macchine in tempo reale.
“Questa cognizione condivisa potrebbe rivoluzionare la democrazia, migliorare l’empatia e inoltre riunire gruppi culturalmente diversi in una società realmente globale”.

Ma per i ricercatori la vera sfida è il trasferimento di dati neurali da e verso i supercomputer. “Questa sfida include non solo la ricerca della larghezza di banda per la trasmissione di dati globali ma al contempo, come abilitare lo scambio di dati con i neuroni attraverso piccoli dispositivi inseriti nel profondo del cervello”, ha spiegato Martins. “Tuttavia con queste e altre tecnologie che vengono sviluppate a un ritmo sempre crescente, potrebbe diventare una realtà verso la fine del secolo”. (Fonte: Daily Mail).